John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Niente baci alla francese - P. Roversi

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Era ora: finalmente qualcuno si è deciso ad ammazzare il sindaco di Milano. Non se ne poteva più di tutti gli assurdi provvedimenti vessatori cui devono sottostare gli abitanti del capoluogo lombardo. Qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in pratica quello che ciascuno di noi, almeno una volta, ha avuto la tentazione di mettere in pratica. Fortunatamente (...o purtroppo, a seconda dei punti di vista!) tutto ciò è solo il frutto della brillante penna penna di Paolo Roversi, "scrittore, giornalista ed esperto di Information Technology", come lui stesso si definisce. Questo è il suo terzo romanzo nel quale narra le imprese di Enrico Radeschi, giornalista di cronaca nera che riesce sempre ad essere protagonista delle storie di cui un giornalista dovrebbe limitarsi a riportare la cronaca. Cosa centra tutto ciò con la Vespa? Centra, centra. Il buon Radeschi infatti per spostarsi nella metropoli si avvale infatti del "Giallone", una Vespa 50 di colore giallo la cui presenza è qualche cosa in più di una semplice comparsata. A titolo esemplificativo riporto alcune righe tratte da pag. 13.
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"Pioggia gelida e acqua a secchiate sulle caviglie. Il Giallone arrancava sull'asfalto bagnato, lottando per non spegnersi; il conducente, inzuppato fino al midollo, recitava sommesso un rosario, spiccatamente non confessionale, a esclusivo beneficio del vecchio cuore meccanico della sua Vespa gialla classe 1974.Momenti del genere, nella vita di Enrico Radeschi, ripartita equamente tra arrotolate di tabacco e notti di nera, erano più frequenti di quanto desiderasse. In giorni inclementi come quello, poi, giungere a destinazione col suo residuato Piaggio diventava un'impresa. Lui, però, si ostinava a non mollare. Moderno Asterix, purtroppo senza pozione magica, era determinato a resistere, ora e sempre, all'invadente metropoli. Sbarazzarsi del Giallone sarebbe stato un affare: un collezionista gli aveva offerto un mucchio di soldi per accaparrarselo, senza contare le trappole ecologiste che il legislatore stava predisponendo per far fuori il suo due ruote.".
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Un bel romanzo che, come i precedenti, ho letto volentieri e che mi ha convinto a far comparire Paolo Roversi nella mia rassegna di letteratura vespistica, non fosse altro per il fatto di aver finalmente fatto debuttare il Giallone in copertina, anche se la Vespa raffigurata è evidentemente un PX e non una 50. Mi permetto un'ultima considerazione: sono dell'idea che la copertina di un libro debba in qualche maniera dare un'idea di ciò che ci si leggerà.
Una nota personale di carattere "estetico": un bel romanzo quale "Niente baci alla francese" avrebbe meritato una copertina con design grafico più efficace, non fosse altro per il fatto che, visto il titolo, una grafica del genere più che a un romanzo giallo fa pensare a un romanzetto Moccia-style...
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Ho avuto l'opportunità di incontrare personalmente Paolo Roversi e di scambiare quattro chiacchiere a proposito del suo "Giallone".
Su Google video è presente un'intervista di La7 in cui l'autore presenta questo libro.
Su YouTube è caricata una clip con il book-trailer di presentazione.


Paolo Roversi
Ugo Mursia Editore
Di Paolo Roversi sono usciti altri due romanzi dove il Giallone accompagna il protagonista:
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I libri di Paolo Roversi sono presenti nel catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA

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