John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

"Rossoamaro" di Bruno Morchio

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Un nuovo capitolo delle avventure di Bacci pagano, il detective che si muove per i caruggi di Genova in sella alla sua Vespa colore amaranto, ovvero il protagonista dei romanzi di Bruno Morchio.
A mio giudizio quest'ultimo romanzo è il migliore tra quelli che ho letto fino ad ora. Il mio ruolo di recensore in chiave "vespistica" mi impone però di precisare che la Vespa, nelle pagine di Rossoamaro, fa soltanto un paio di fugaci comparsate.
Questa è la sinossi ufficiale del volume:
In una corsia d'ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla... Hessen vuole affidare l'indagine all'investigatore dei carruggi, che d'istinto rifiuta. Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell'Ansaldo Fossati. L'immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione.
Bruno Morchio
Garzanti
Questo volume è disponibile nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA

Enrico's Vespa

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Confesso che non ho ancora avuto modo di procurarmi una copia di questo volume che, per il momento, ho potuto soltanto sfogliare. Un libro che comunque non necessita di una lettura approfondita per poterne apprezzare l'originalità e la fattura.

La "letteratura vespistica" fino a oggi aveva riguardato principalmente la narrativa di viaggio, sconfinando, ultimamente, nel giallo.


Per la prima volta mi trovo a trattare di un volume dedicato principalmente ai lettori più piccoli, ma non solo. È un volume originale che rappresenta un pezzo particolare per tutti i vespisti collezionisti.


Tratto dalla presentazione ufficiale del volume:
Se negli anni '50 la Piaggio avesse pubblicato un libro per bambini, sarebbe stato proprio come Enrico's Vespa ("la Vespa di Enrico"). Infatti i disegni del libro sono di Elena Pongiglione, che fu capo disegnatrice pubblicitaria di quasi tutte le parti grafiche pubblicate dalla Piaggio negli anni '50 e '60 - fino a quando non si passò dai disegni alle fotografie. Nel bel mezzo dell'era di Internet, mezzo secolo dopo la grande produzione grafica della Piaggio, esce ora questo libro per bambini. "Enrico" è un bambino di sei anni che sogna di viaggiare per l'Europa a bordo della Vespa del suo papà insieme alla sua sorellina Elena, all'orsacchiotto Jo-Jo, al gatto Minou e al cane Bau-Bau. Questo libro è un divertimento per tutta la famiglia, garantito anche dal gioco a dadi e dal piccolo bricolage a fine del libro.

Il libro è rivolto a un pubblico internazionale ed è quindi disponibile in due versioni bilingue (italiano/tedesco e inglese/francese). Il libro è rilegato con copertina rigida ed è confezionato con cura, nella dimensione di 30 x 30 centimetri. Nel volume è compreso un gioco da fare con i dadi, una sorta di gioco dell'oca in Vespa i cui segnaposto vanno ritagliati da appositi fogli allegati alla pubblicazione.


Robin Davy, Mika Hahn, Elena Pongiglione


un viaggio attraverso l'Europa

Editore: Tornax Media


Questo volume è disponibile nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA


gli... "APEnauti"

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Gli "APEnauti" sono i protagonisti di questo aggiornamento. Non poteva essere altrimenti dato che proprio quest'anno cade il 60° compleanno del triciclo a motore italiano più famoso del mondo, l'Ape Car.

Un veicolo simpatico come la sua sorella a due ruote, la Vespa e, come la Vespa, altrettanto improbabile come mezzo di trasporto per lunghi viaggi. Solo un'apparenza e, infatti, il libro di Paolo Brovelli "Sulle ali di un'Ape" ne è la dimostrazione.

Sebbene quello di Brovelli sia il viaggio più importante compiuto a bordo di un Ape Car di cui si abbia conoscenza non è l'unico.

Altri due volumi raccontano le peripezie di altri intrepidi "APEnauti", con le pagine scritte da Paola Trevisan (Se mi piace non torno più) e quelle di Graziano Gatti (In viaggio con Einstein).

Non mi resta che augurarvi una buona lettura!

Sulle ali di un APE

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Sulle ali di un Ape
di Paolo Brovelli


Premessa: se non ci si sofferma all’apparenza, a mio giudizio, la differenza tra una Vespa e un’Ape è solo una sola ruota in più. Null’altro. Di conseguenza non c’è molta differenza nemmeno tra chi per viaggiare sceglie la Vespa oppure, come in questo caso, l’Ape. Lo spirito curioso del viaggiatore attento trova, sia nella Vespa che nell’Ape, l’incubatrice perfetta in cui maturare con pazienza. Il ritmo lento imposto al cammino è solo un aiuto e mai un ostacolo, ce lo racconta anche Paolo Brovelli, l’autore di "Sulle ali di un Ape":

"L’obbligo di fermarsi spesso per fare raffreddare il motore ci ‘costringe’ a entrare in contatto con luoghi e persone, odori e sapori che altrimenti non noteremmo, e così riflessioni e stimoli mutano, si moltiplicano."
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Inevitabile quindi che, alla fine del viaggio, anche l’apenauta si ritrovi a vergare su carta le sue peregrinazioni.
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"La Via della Seta, Istanbul, Teheran, Persepoli, Samarcanda, il Pamir, l’Himalaya, il deserto del Gobi, Pechino (...). Una sagra dei luoghi mitici del continente, che già nel nome ci senti il profumo del viaggio."
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Credo bastino queste poche righe tratte da una delle prime pagine di "Sulle ali di un Ape" a dare un’idea della straordinaria avventura vissuta dall’autore e dal suo compagno di viaggio, Giorgio Martino nel corso della loro EurAsia Expedition 1998. La conferma di questa straordinarietà è nei numeri di questo viaggio:
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"212 giorni, 25.001 chilometri, 19 Paesi (9 europei e 10 asiatici), 6 deserti, 5 valichi oltre i 3000 metri, 4 oltre i 4000, (...) 278 pagine di appunti dopo la partenza dalla Torre di Belem all’agognata meta."

Quello di Brovelli e Martino è un viaggio di ricerca, compiuto tra l’aprile e il novembre del 1998. La partenza è da Lisbona, all’estremo ovest del Vecchio Continente, e poi via, fino a Trieste, dove si conclude l’antipasto del lungo cammino. Il viaggio vero alla volta dell’est inizia da li, attraverso i Balcani, usciti solo da poco dal tunnel della guerra, ed è una preziosa testimonianza di quel periodo. Lasciata l’Europa ecco la Turchia, il Medio Oriente e poi l’Eurasia, fino alla Cina. Un crescendo di difficoltà che è sempre più coinvolgente, come solo può esserlo un viaggio lungo sette mesi:
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"Dopo mesi di viaggio lento e meditato tutto mi sembra normale. Una normalità primordiale, mista di stupore, piacere e serena accettazione. Tutto è sorpresa, ma la sorpresa è norma, in un itinerario tanto lungo e complesso."
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A ogni tappa del viaggio, a ogni sosta, un incontro. Persone, testimonianze di un’ospitalità spesso spontanea e generosa e altre volte "interessata", dove per interessata si intende la curiosità con cui genti che riteniamo meno evolute "approfittano" dell’arrivo di uno straniero per informarsi ed arricchirsi reciprocamente, dando prova di grande cultura e civiltà.
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"Di città in città, da un paesaggio all’altro, tra poveri, ricchi, intellettuali, reietti ci muoviamo spontanei e liberi. Semplici, ci adattiamo a questa persona o a quella tribù, al cibo e al clima, sorseggiando oggi un caffè a Teheran, domani un tè tra i gulistan di Shiraz. Il nomadismo diventa una condizione naturale."
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Ci sono voluti più di otto anni dalla conclusione del viaggio perché questo libro fosse dato alle stampe, ma a rendere attuale questo diario di viaggio è proprio il ritmo lento imposto dall’Ape, che annulla le distanze e da chilometriche le fa temporali. Da Lisbona a Pechino, dall’Occidente all’Estremo Oriente, non ci sono qualche migliaio di chilometri che potrebbero essere coperti in una decina di ore di volo, ma sette mesi di cammino. Quindi il viaggio di otto anni prima potrebbe essere stato fatto ieri, domani, così come secoli fa, a un’andatura solo di poco più veloce di quella che poteva avere un carro. Ma lo spirito del viaggiatore rimane quello di allora, instancabile e insaziabile:
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"Avevo sempre pensato che un viaggio tanto lungo mi avrebbe appagato del tutto, avrebbe finalmente sopito la mia voglia di vagabondare, la mia sete di viaggi, ma non è così."
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Paolo Brovelli
SULLE ALI DI UN APE
Casa Editrice Corbaccio

Questo libro di Paolo Brovelli è presente nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA




Se mi piace non torno più

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Dall'introduzione del volume:



"Paola si ammala di tumore all'età di cinquanta anni. Dopo cure invasive sconfigge la malattia e accetta la sfida postale da Giuseppe Isabello (detto Giupy) di affrontare un viaggio in Europa di circa 9.000 chilometri con un mezzo insolito: l'Ape.

Per la prima volta una donna affronta un'impresa simile sul mezzo a tre ruote più famoso d'Italia: l'Ape diventa sia compagna di viaggio che mezzo per mettersi alla prova fisicamente e mentalmente.

Paola raccoglie questa singolare sfida per provare a se stessa e agli altri che malattie come il cancro non ci devono fermare, ma devono farci combattere".


In questo "Se mi piace non torno più" ho trovato la genuinità di un diario di viaggio che, con lo scorrere delle pagine, diventa il diario di una parte importante della vita dell'autrice. Significativo che da queste sue esperienze (il viaggio e la malattia), abbia voluto ricavarne un libro che possa essere per altri non solo testimonianza, ma anche speranza, che si evidenzia nelle ultime due righe dell'ultima pagina:


"Oggi ho ancora degli alti e bassi a causa della depressione, ma so che riuscirò a venirne fuori perché VOLERE È POTERE".


Paola Trevisan




Questo volume è presente nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA

In viaggio con Eistein

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Definire quello di Graziano Gatti un viaggio forse può sembrare eccessivo. Di certo l'autore ha saputo cogliere lo spirito dei grandi viaggiatori, con in più il grande merito di essere riuscito a declinarlo a una dimensione adatta a quelle che erano le sue necessità e opportunità. Ecco quindi quella che poteva essere una banale vacanza di qualche settimana che si trasforma, senza tante pretese ma con nobili intenti, in viaggio vero.

La scelta di un'APE come mezzo di trasporto è la logica conseguenza della ricerca di un veicolo "simil-lento che ci desse la possibilità di ammirare con calma quanto avevamo visto spesso filarci davanti agli occhi come un fotogramma subliminale, e contemporaneamente fosse libero da binari o percorsi prestabiliti a priori (...). In pratica, come mi disse un giornalista mesi dopo, dopo lo slow food nasceva lo slow travel."


Un viaggio/vacanza che inizia con la ricerca dell'APE e si snoda poi sulle strade di un'Italia minore alla volta di località più o meno prestigiose. Il racconto nelle pagine di "In viaggio con Einstein" è fresco e immediato come i suoi protagonisti: l'autore, la sua compagna e il fido Einstein, un simpatico cagnolino meticcio nel ruolo di macotte del viaggio, tanto da meritarsi la citazione nel titolo del libro.


I "nobili intenti" a cui si fa riferimento nell'introduzione di questa pagina sono dovuti alla scelta dell'autore di devolvere tutto il ricavato della vendita di questo libro in beneficenza, all'associazione Onlus Sol.Ter.Via.


Graziano Gatti


IN VIAGGIO CON EINSTEIN


L'Artistica Editrice


Questo libro è presente nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA

Buona strada Giorgio, viaggia in pace

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"i am really sad and feeling sorry that giorgio is far away from us, bird is free he is travelling in another world, cold, Giorgio wanted to write the Tibet book, he could not make itbecause he needs long sleep. I don’t know what can i do for him to finish his dream, his words and his love to us…”






(Sono triste, desolata ma Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello, è in viaggio, ma in un altro mondo, freddo. Giorgio voleva scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire. Non so cosa posso fare per continuare il suo sogno, alle sue parole e al suo amore verso di noi).
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Con queste toccanti parole Ya Pei, la moglie di Giorgio Bettinelli, ne ha annunciato al mondo la scomparsa. Una grande perdita per quanti gli hanno voluto bene e per quanti negli anni si sono appassionati ai suoi viaggi e alle sue storie, a quel suo strano modo di vedere il mondo che ci ha fatto riflettere e sorridere.
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"E io adesso, dopo tanta inutilità o pienezza e tanti chilometri a vuoto o a pieno, sono davvero pronto per iniziare con lei uno dei più grandi viaggi che la vita abbia in serbo per chiunque, magari un altro China Tour o Worldwide Tour, e magari in automobile, questa volta, così Hermes Bettinelli, benché di pochi mesi o di pochi anni soltanto, potrà venire con noi senza avere freddo quando riposa sul sedile posteriore. (...) O magari ancora in Vespa, con Ya Pei e Hermes che di quando in quando possano venire a trovarmi (...)".

da "La Cina in Vespa" - Pag. 346
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... e invece no Giorgio, sarai da solo anche in quest'ultimo tuo viaggio, ma tanto tu ci sei abituato.
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Un peccato però che questo tuo ultimo viaggio non potrai mai venire a raccontarcelo.
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Mi sono fatto promotore di un'iniziativa volta a rendere omaggio a Giorgio Bettinelli, con una petizione online per chiedere all'amministrazione comunale di Crema, sua città natale, la titolazione di una strada a suo nome. Una strada in memoria dell'uomo che in sella alle sue Vespa ha percorso le strade di tutto il pianeta. Invito chiunque condivida questa iniziativa non solo ad aderirvi ma anche a diffonderla.





Questo video è l'omaggio di Haero per Giorgio Bettinelli.

La Cina in Vespa

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Quest'ultimo libro di Giorgio Bettinelli piacerà a quanti hanno apprezzato i suoi libri precedenti? Certo è che questo "La Cina in Vespa" è un libro molto differente da tutti quelli che lo hanno preceduto.

A Bali, nel maggio del 1992, a Bettinelli venne fatto un regalo che sconvolse quella che allora si prospettava come una vita tranquilla e stanziale: una Vespa. Da quel giorno di ormai quasi 300.000 chilometri fa sono trascorsi sedici anni e sarebbe quantomeno inadeguato definire tutto ciò semplicemente "un viaggio".

"(...) chi spende sedici anni di vita viaggiando, essendo comunque aperto come una veranda incontro a quello che lo circonda, per forza di cose deve essere concentrato anche sulla sua vita, perché quello che ha intorno non è nient'altro che la sua vita; (...). Si potrebbe tacere, questo sì; o parlare d'altro senza mettere l'anima in piazza, registrando solo quello che vedono gli occhi e che la mente cerca di sapere studiando e guardandosi intorno. Ma il silenzio e l'autocensura competono poco a chi scrive libri sulla sua vita in viaggio, con la sincerità di una persona sincera. O di un mentecatto."

Per chi come Bettinelli è in viaggio da tanti anni il viaggio non è più un episodio da raccontare ma è la sua stessa vita che si fa romanzo, con i malumori, gli amori e gli umori, tale è la cruda sincera schiettezza con cui si racconta. Scorrendo le pagine del racconto di questo "All China tour" si monta in sella, seduti come sempre dietro all'autore, ma questo viaggio ha un ritmo diverso dai precedenti. C'è tempo per conoscere una Cina inaspettata e sorprendente che non è solo quella che si incontra lungo il cammino, ma anche quella della sua storia millenaria, della sua lingua complicata, delle tante etnie che danno origine alla sua popolazione. Una storia, una lingua e una popolazione che per essere descritti a dovere necessitano di tanti (troppi?) approfondimenti e cenni storici che, a volte, finiscono per appesantire il ritmo narrativo.

Il Bettinelli del '92 è molto diverso da quello che nel febbraio 2004 approda in Cina e la sceglie come luogo in cui mettere su casa sulla sponda del Mekong. Ancora differente è il Bettinelli che nel novembre 2007, dopo diciotto mesi e 39.000 chilometri di Cina, parcheggia sotto casa la sua Granturismo "di un colore vintage-pallido-simillattuga da intenerire il cuore". Pur appezzando le qualità dell'ultimo modello di casa Piaggio solo sporadicamente la chiama Vespa, quasi volesse riservare quel nome al glorioso PX, mitico modello di Vespa che nei viaggi precedenti l'ha accompagnato in giro per il mondo.

Viaggiare e scrivere del mondo saranno ancora la sua vita, non potrebbe essere altrimenti. C'è da ultimare e mandare in stampa l'ultimo capitolo della Worldwide Odissey (dopo "Brum brum" e "Rhapsody in black"). C'è da continuare l'esplorazione della galassia cinese tornando nel pianeta Tibet e provare poi a raccontarlo in un libro, magari proprio come si è ripromesso: "(...) di tornare tra le tulou degli hakka un giorno o l'altro, e magari fermarmi lì due o tre mesi a scrivere un libro, a fumare calumet della pace e a dormire sonni tranquilli (...)"

Di certo nel suo presente oggi c'è una moglie dagli occhi a mandorla e in un futuro prossimo, nelle sue speranze, un figlio:
"E io adesso, dopo tanta inutilità o pienezza e tanti chilometri a vuoto o a pieno, sono davvero pronto per iniziare con lei uno dei più grandi viaggi che la vita abbia in serbo per chiunque, magari un altro China Tour o Worldwide Tour, e magari in automobile, questa volta, così Hermes Bettinelli, benché di pochi mesi o di pochi anni soltanto, potrà venire con noi senza avere freddo quando riposa sul sedile posteriore. (...) O magari ancora in Vespa, con Ya Pei e Hermes che di quando in quando possano venire a trovarmi (...)".

Giorgi Bettinelli
La Cina in Vespa
Casa Editrice Feltrinelli
Collana Traveller

Questo volume è reperibile nel catalogo on-line della Libreria Universitaria
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nota: "In Vespa. Da Roma a Saigon", il primo libro del Bettinelli vespista e globe-trotter lo lessi tanto tempo fa. Sono passati anni da allora, centinaia di migliaia di chilometri in Vespa per lui, qualche decina di migliaia per me. Comunque tanta strada, sia per me che lui.
In questo suo ultimo viaggio, grazie al Web e grazie ai blog, Bettinelli ha potuto comunicare con i suoi lettori e tra questi il sottoscritto. Trovarmi oggi citato tra quanti l'autore ha scelto di ringraziare alla fine de "La Cina in Vespa" è stata una sorpresa inaspettata, segno della sua attenzione e della sua sensibilità. E poco importa se il mio "nick" si perde in fondo a una pagina e mezza fitta di nomi, confuso tra quelli di illustri sconosciuti e personaggi celebri del presente e del passato (di cui nessuno, comunque, è citato a vanvera).
Quel "L205" è per me è una sorta di pietra miliare di cui non posso che ringraziare. (clikkando sulla foto è possibile ingrandirla).
Il 16 giugno 2008 Bettinelli ha presentato il suo libro a Crema, sua città Natale.
Il 25 giugno l'ha presentato alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano.
Di quella serata l'amico Eddie, videobloggers di National Geographic Adventure ha realizzato una piccola clip.

La Cina in "Vespa"

È in tutte le librerie "LA CINA IN VESPA", il nuovo libro di Giorgio Bettinelli.

Tutti attendevano l'uscita del terzo volume (dopo "Brum brum" e "Rhapsody in black"), con l'ultima parte del racconto della sua World Wide Odissey che l'ha visto impegnato a fare il giro del mondo in sella al fidato PX.
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Bettinelli però, fresco reduce dalla sua ultima avventura che l'ha visto impegnato sulle strade del Celeste Impero in sella a una "vespa" automatica della nuova generazione interrompe la saga ed esce con questo nuovo libro di estrema attualità. La Cina, infatti, è senza dubbio la nazione protagonista di questi primi anni del nuovo millennio.
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Dal sito Web della sua casa editrice (Feltrinelli) è possibile conoscere le date delle presentazioni in pubblico del volume.
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Prossimamente la recensione su queste pagine Web.
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Questo volume è ora disponibile nel catalogo on-line della LIBRERIA UNIVERSITARIA

Indagando per Genova su un PX color amaranto

In quest'ultimo aggiornamento di "Chilometri di parole in Vespa" una doppia recensione per il medesimo autore: Bruno Morchio. Lo scrittore genovese è il creatore del personaggio di Bacci Pagano, detective privato che, ovviamente, si muove in Vespa.
I libri raccolti e catalogati in questo mio spazio Web hanno tutti la Vespa come comune denominatore. Questi due romanzi di Bruno Morchio non fanno eccezione e grande è stata la mia soddisfazione dopo averli scovati spulciando nei meandri della Rete.
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Ho avuto la fortuna di incontrare personalmente Andrea Villani, l'autore del romanzo "Il cielo sotto". Abbiamo fatto una bella chiacchierata che potete leggere QUI.
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Ringrazio quanti mi hanno contattato rinnovando l'invito a scrivermi per segnalarmi le vostre osservazioni. Ringrazio in particolare quanti mi hanno segnalato (e vorranno segnalarmi) libri e pubblicazioni: sarà mia premura valutarle per inserirle nel sito.

Contatti: SCRIVIMI UNA MAIL!

Sei autore di un Vespa-libro, oppure sei un editore e ne hai pubblicato uno? Manda una mail e ti darò istruzioni per l'invio di una copia saggio. Scrivi a: lorenzo205@libero.it