John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

CR*61242

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CR*61242
Riccardo Rossi
Amazon Self Publishing

Quando, attratto da una bella copertina dedicata, mi trovo a leggere pagine di potenziale narrativa vespistica ho sempre il timore di aver frainteso, di restarne deluso (vespisticamente parlando intendo). Ci sarà abbastanza Vespa da giustificarne la segnalazione in questo Weblog? Anche perché non esiste una formula matematica che definisca quale sia la percentuale di Vespa necessaria a un testo per rientrare nella categoria. Nei romanzi di Bruno Morchio ad esempio la Vespa compare in dosi omeopatiche, a fare la differenza è la maniera in cui l'autore utilizza questo dettaglio per delineare il personaggio di Bacci Pagano.
Il timore con CR*61242 era quello di trovarmi tra le mani l'ennesima copertina vespisticamente ruffiana e stop, ed in effetti anche in questo romanzo d'esordio di Riccardo Rossi la Vespa è dosata con il contagocce, ma le va riconosciuto a pieno titolo un ruolo chiave nella storia, e per non spoilerare non dico nulla di più.
CR*61242 si lascia leggere volentieri e credo di non sbagliare se dico che potrà essere apprezzato più dagli over 40 che dalle nuove generazioni. Riccardo Rossi è bravo nel tratteggiare le atmosfere di una cittadina di provincia del nord Italia nel periodo a cavallo tra gli anni '80 e '90, non per nulla furono gli anni d'oro del modello PX, che fecero vivere allo scooter di Pontedera un secondo boom dopo il declino di vendite del decennio precedente. Nelle pagine di Rossi c'è tutto il fascino di quegli anni memorabili, di quello che c'era e di quello che non c'era: niente Internet, niente Whatsapp, niente smartphone. Era l'epoca delle telefonate al fisso di casa con il fatidico "attacco io o attacchi tu" a fine conversazione. Anni magici, come magiche furono le notti dei mondiali di calcio, "inseguendo un gol" per dirla con le parole della Nannini, notti di caroselli in Vespa per celebrare i successi suggellati dai gol di Totò Schillaci, purtroppo sufficienti soltanto a sfiorare quel titolo mondiale che sarebbe arrivato solo nel nuovo millennio.

"La vecchia Poderosa targata CR*61242 era insieme strumento e simbolo di quel loro amore, compassato ma caparbio, capace di accelerare a strappi alle volte, una miscela di benzina e olio al due per cento, in grado di godere del paesaggio, andando a passeggio, ma anche di tagliare il vento spingendo a manetta sul gas e piegando in curva quando necessario."

È davvero buono il ritmo della narrazione, soprattutto nella prima parte del volume, nonostante la trama non abbia sviluppi particolari. La vicenda è una storia d'amore, con buoni, cattivi e ovviamente una bella. Nello specifico Maila, nel ruolo di bellissima Cenerentola meticcia, con il papà persiano che lavora come bergamino nelle stalle del cremonese e la mamma italiana di umili origini, e l'occasione è ghiotta per strofinare la storia con il tema dell'integrazione, argomento di maggior attualità oggi che non trent'anni fa. Il cattivo è Massi, viziato figlio della borghesia di provincia. Il buono è Seba: con la sua semplicità riuscirà a conquistare il cuore della bella fanciulla color caffelatte dagli occhi neri come le notti di Isfahan? Questa del colore degli occhi è una metafora ripetuta spesso nel testo, forse troppo, così come altri concetti ribaditi più volte, che finiscono per infastidire nella lettura. Nella leggerezza spensierata dell'insieme di questa vicenda romantica a stridere un po' sono anche descrizioni troppo dettagliate di intime situazioni, sfumature "hot" delle quali non si capisce la necessità ai fini dello sviluppo della storia.
In ogni caso, un po' (ma solo un po!) come con "L'amore è sempre la causa" di  Luca Bertelli anche con Riccardo Rossi e il suo CR*61242 la Vespa si conferma valida musa ispiratrice per chilometri di pagine d'amore.

"Maila montò in sella, aprì il bloccasterzo alla base del manubrio e con un paio di vigorosi dondolii in avanti la tirò giù dal cavalletto; da ferma era certamente più pesante di una E3 Primavera, ma poi da guidare in movimento con la giusta prudenza sarebbe stata più o meno la stessa cosa. Girò la chiave di accensione, diede un calcio forte alla pedivella e la vecchia Poderosa si accese al primo colpo. Seba si lasciò sfuggire un'espressione ammirata sul volto.
«Andiamo?» gli chiese lei, con il sopracciglio mezzo sollevato..."

CR*61242 è uscito in prima edizione nel 2017 per i tipi di Scatole Parlanti. Dal 2018 è commercializzato a cura dell'autore sulla piattaforma self publishing di Amazon, potete acquistarlo in edizione cartacea a QUESTO LINK oppure in versione digitale a QUESTO LINK

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Una magica Vespa verso Istanbul

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UNA MAGICA VESPA VERSO ISTANBUL
Gaetano Dal Santo
(pubblicato in proprio)

Il viaggio, quello in Vespa in particolar modo, di norma si sviluppa in tre fasi ben distinte: prima il progetto e la sua preparazione, poi lo svolgimento lungo la strada per concludersi con una terza fase che ha tempi indefiniti, il post viaggio.

L'elaborazione dell'esperienza fatta, la sedimentazione delle emozioni vissute, fanno si che sia difficile stabilire quando un viaggio possa dirsi effettivamente concluso. Possono trascorrere settimane, mesi o anche anni, tanti anni.
Per Gaetano Dal Santo di anni ce ne sono voluti ben 40 per riuscire a chiudere il cerchio mettendo su carta (finalmente!) quello che a ragion veduta, a quarant'anni di distanza, può ragionevolmente definirsi il suo viaggio della vita. Un viaggio il suo che probabilmente farà sorridere chi ritiene che per considerarsi tale un viaggio debba contemplare mesi di vagabondaggio o decine di migliaia di chilometri.

A Gaetano sono bastati una decina di giorni di Vespa e meno di 5.000 chilometri per raggiungere Istanbul e tornare a casa in solitaria, con in mezzo una pausa di una settimana di vacanza in Romania, perché in fondo Gaetano era partito per una vacanza e quello doveva essere. Probabilmente nemmeno lui era ben conscio di cosa significasse attraversare quelli che oggi sono i vari stati balcanici mentre allora erano un unico stato, la Jugoslavia, che passare i confini attraversando le severe dogane dei paesi dell'Est non sarebbe stata una passeggiata. Un epoca vicina eppure così remota in cui per mantenersi in viaggio prima di partire era necessario procurarsi denaro nelle valute dei vari stati che si sarebbero attraversati.
Tutte cose inimmaginabili per chi quarant'anni fa nemmeno era nato e che si possono oggi rivivere nelle pagine di questo libro, descritte con stupore e disincanto quasi la cronaca fosse in tempo reale e non differita di quattro decenni.

Una particolarità di questo libro è il fatto che nel medesimo volume oltre alle pagine in italiano è possibile trovare anche la traduzione in francese, in inglese e in olandese.

Per l'acquisto del libro rivolgetevi direttamente all'autore a questa mail:  gaetano49@outlook.it
p.s.: e mi raccomando, ditegli che arrivate tramite "Chilometri di Parole in Vespa"!

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