Sono sicuro che se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto un giorno prendersi una motocicletta, avrebbe scelto una Vespa.
L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962.
Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Le ali sotto ai piedi

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LE ALI SOTTO AI PIEDI Cesare Cremonini Ed. Rizzoli

Confesso di essermi trovato un po’ spiazzato dopo aver saputo dell’uscita di questo libro. Sono ormai diversi anni che la Vespa viene in qualche modo sfruttata per "spingere" qualsiasi prodotto grazie alla sua popolarità. Non si contano nemmeno più gli spot pubblicitari in cui una Vespa (o più di una!) fanno bella mostra in veloci comparsate, quando non sono autentiche protagoniste.
Riguardo ciò Cesare Cremonini era in qualche modo recidivo. Dieci anni fa uscì la sua canzone più famosa, 50 Special, e da allora quel brano musicale è diventato un corollario categorico ogni qual volta in un TG o in un notiziario ci sia da parlare di Vespa o di vespisti. È stato quindi con in animo un misto di scetticismo e di curiosità che mi sono accinto alla lettura dell’autobiografia di un ragazzo di nemmeno trent’anni... e la curiosità ha ben presto avuto il sopravvento sullo scetticismo.
In questa mia rassegna di letteratura vespistica è la narrativa di viaggio a farla da padrona, ma non solo. Spesso ci si rende conto che chi scrive e ha scritto di Vespa lo ha fatto perché, in un modo o in un altro, una Vespa gli ha cambiato la vita. Per Cesare Cremonini molto più che a tanti altri.
Sono due gli oggetti che hanno avuto un’importanza particolare nella sua vita, il Blütner e la 50 Special, il suo pianoforte e la sua Vespa, anzi, le sue Vespa, perché in realtà sono state due. La prima blu, elaborata all’inverosimile, tanto che ben presto la madre se ne accorse costringendolo a venderla. La seconda rossa, "ritoccata" a 75cc:


"Quella splendida Vespa divenne all’istante la mia nuova compagna di avventure, un insostituibile amica con cui oltrepassare una volta per tutte i confini della libertà... e con cui mettere a repentaglio la mia vita, ovviamente".
In questa storia dei suoi primi trent’anni l’autore rende merito a chi ha contribuito al suo successo: la famiglia innanzitutto, gli amici, gli insegnanti e il suo producer, senza però scordarsi della sua Vespa. Una scelta precisa e per quei tempi controcorrente, maturata insieme a un amico grazie alla lettura di un libro (Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi, in cui uno dei protagonisti viaggia in sella proprio a una 50 Special).
La sua Vespa c’era quando nacque la sua prima band, e fu in sella alla sua Vespa che si presentò per la prima volta a "Mr Salopette", l’uomo che sarebbe diventato l’artefice del suo successo con quella che poteva sembrare una canzonetta come tante.
"(...) mi ricordai di alcuni brani di Jack Frusciante, il libro di Enrico Brizzi, e dell’idea che mi era venuta, leggendolo, di scrivere una canzone dedicata al mio amore per le Vespe. (...) Le Vespe di cui parlavo erano le nostre, quelle con cui io e Gabriele ci sfidavamo in continuazione per le vie del centro (...). Il resto della canzone era già lì da qualche parte, nascosto da chissà quanto tempo fra i miei pensieri (...). Il ritornello di 50 Special sbucò fuori quasi dal nulla, sospinto da una lucida, inequivocabile e sincera convinzione: quel giorno mi sarebbe bastato salire sulla mia Vespa per gettarmi alle spalle ogni problema! In un attimo, e senza troppi sforzi, la canzone fu pronta. Diciotto anni per trovarla e cinque minuti per scriverla! Questo era la musica. Un giro di accordi, un foglio di carta".
Cinque minuti soltanto per una canzone che nel 1999 è stata per cinque settimane il singolo più venduto, con oltre 100.000 copie.
Il libro si chiude con questa annotazione:


"La Vespa rossa di Cesare è stata rubata da sconosciuti nel maggio 2001. Cesare l’ha ritrovata casualmente sul ponte del fiume Savena, a due passi da Colunga, tre anni dopo. Ancora oggi occupa un posto d’onore nel suo garage".
Non è quindi azzardato dire che una Vespa ha cambiato la vita a Cremonini.



Mi piace pensare che per Cremonini possa valere la stessa considerazione che a volte si fa per Giorgio Bettinelli: la sua storia sarebbe stata la stessa se al posto di una Vespa, "quella volta", fosse arrivato un altro motociclo?







Anche questo libro è disponibile nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA.




Peter Moore, "travel writer"... in Vespa!

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Non mi posso permettere di scrivere una recensione vera e propria delle opere di Peter Moore in quanto la mia conoscenza della lingua inglese è limitata, riesco a comprendere il senso di ciò che leggo senza però riuscire a cogliere appieno il piacere che può dare una lettura. Ciò non toglie che sarebbe imperdonabile per una rassegna come "Chilometri di parole in Vespa" ignorare quello che è uno degli autori di letteratura vespistica più prolifici dopo Giorgio Bettinelli.


Peter Moore, australiano di nascita, nel suo sito si definisce "travel writer" e la definizione è pertinente in quanto sono sei i libri già pubblicati che parlano dei suoi viaggi per il mondo. Di questi sono due quelli che hanno come protagonista la Vespa.


"Wroom with a wiew" uscito nel 2005 (il cui titolo prende spunto dal romanzo di E. M. Forster "Room with a wiew", reso celebre dalla trasposizione cinematografica, uscita in Italia con il titolo di "Camera con vista", film di grande successo diretto da James Yvory). È il racconto di un viaggio in Italia che l'autore si è regalato in occasione del suo 40° compleanno. Un viaggio compiuto in sella a una Vespa del '61, acquistata appositamente su Internet. Il sottotitolo è emblematico di ciò che l'autore si aspetta da questo viaggio: "in cerca della "dolce vita" italiana"... ed è facile intuire perchè abbia battezzato la sua Vespa "Sophia".


Il suo cammino parte da Milano e si conclude a Roma, viaggiando lungo le strade appenniniche, rapito dal fascino delle terre toscane, visitando un'Italia da un punto di vista spesso sconosciuto agli italiani stessi. Nelle ultime due settimane del suo viaggio lo raggiunge la sua fidanzata. Ed è così che si realizza appieno la fantasia che lo ha spinto a compiere questa avventura su due ruote, con la persona che ama che lo abbraccia seduta alle sue spalle sul sellino di una Vespa sua coetanea.

Il secondo libro (in uscita proprio in questi giorni) è una sorta di continuazione del discorso già iniziato e il titolo è eloquente: "Vroom by the sea", con un doppio gioco di parole. Con il suo primo viaggio in Vespa ha voluto celebrare il traguardo dei quarant'anni, mentre questo secondo viaggio si svolge in un altro periodo significativo per la sua vita: l'estate precedente la nascita della sua primogenita. Questa volta viaggia in sella a una splendida Vespa Rally 200 (battezzata per l'occasione "Marcello" in onore a Marcello Mastroianni) dal tipico colore arancione che l'autore definisce "Donatella Versace colour". Le sue parole per presentare questo libro sono semplici ed efficaci: "Se il viaggio che ho raccontato in "Vroom with a wiew" era come un vecchio film in bianco e nero, questo è un viaggio in Technicolor". Eloquente anche in questo caso il sottotitolo: "the sunny parts of Italy on bright orange Vespa!". Questa volta le strade sono quelle della costa Tirrenica e delle isole maggiori.



Per chi volesse un assaggio delle qualità letterarie di Peter Moore esiste anche un terzo "libro" che ha la Vespa come protagonista. Ho scritto "libro" tra virgolette in quanto non si tratta di un libro stampato in edizione cartacea ma bensì di un testo scaricabile gratuitamente in PDF dal sito dell'autore. Il titolo è "Same same but different" e narra di un breve viaggio in Vietnam lungo le rive del Mekong, cercando una Vespa da usare come mezzo di trasporto. Il testo può essere scaricato facilmente clikkando qui.

La mia considerazione finale è un auspicio: quello che prima o poi Peter Moore possa trovare un editore interessato alla traduzione dei suoi libri vespistici nella lingua madre della Vespa.

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