Sono sicuro che se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto un giorno prendersi una motocicletta, avrebbe scelto una Vespa.
L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962.
Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Indagando per Genova su un PX color amaranto

In quest'ultimo aggiornamento di "Chilometri di parole in Vespa" una doppia recensione per il medesimo autore: Bruno Morchio. Lo scrittore genovese è il creatore del personaggio di Bacci Pagano, detective privato che, ovviamente, si muove in Vespa.
I libri raccolti e catalogati in questo mio spazio Web hanno tutti la Vespa come comune denominatore. Questi due romanzi di Bruno Morchio non fanno eccezione e grande è stata la mia soddisfazione dopo averli scovati spulciando nei meandri della Rete.
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Ho avuto la fortuna di incontrare personalmente Andrea Villani, l'autore del romanzo "Il cielo sotto". Abbiamo fatto una bella chiacchierata che potete leggere QUI.
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Ringrazio quanti mi hanno contattato rinnovando l'invito a scrivermi per segnalarmi le vostre osservazioni. Ringrazio in particolare quanti mi hanno segnalato (e vorranno segnalarmi) libri e pubblicazioni: sarà mia premura valutarle per inserirle nel sito.

Parafrasando John Steinbeck

"Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m'assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho molti di più sarà forse la vecchiaia a giovarmi? Nulla ha funzionato. L'inconfondibile rumore di una Vespa che si avvicina continua a farmi rizzare i peli sul collo e mettermi i piedi in movimento. Il rumore di un motore a due tempi che si scalda, persino il semplice "stlok" della prima che si innesta, suscita in me l'antico brivido; la bocca secca, le mani roventi, lo stomaco in agitazione sotto la gabbia delle costole. In altre parole non miglioro. Vagabondo ero, vagabondo resto. Temo che la malattia sia incurabile".
Tratto dalla prima pagina di "Viaggio con Charley" di John Steinbeck e liberamente, anzi molto liberamente interpretato dal sottoscritto...

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