John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Quelli delle Vespa truccate.





Andrea Pinasco
QUELLI DELLE VESPA TRUCCATE
Edito in proprio da www.pinascostore.com

Sfogliando le opere letterarie raccolte in questo Weblog si scopre come un prodotto industriale di grande successo, lo scooter Vespa prodotto dalla Piaggio, abbia finito per andare ben oltre questo suo ruolo di bene di consumo per diventare icona di stile e musa ispiratrice di tante belle pagine. Pagine di viaggiatori, ma non solo, come scopriamo grazie al libro di Andrea Pinasco. La Vespa, prodotto tecnologico unico nel suo genere, ha ispirato anche generazioni di meccanici, spesso improvvisati, che in Pinasco trovarono il loro vate dando corso ad una storia che oggi lui stesso narra in questo suo “Quelli delle Vespa truccate”.

C’è tanta tecnica motoristica in queste pagine, e non poteva essere altrimenti. Pinasco nel mondo dei motori è a tutt’oggi sinonimo di elaborazione. La cosa davvero preziosa di questo libro è scoprire come sia diventata, prima un’occupazione e poi un’azienda di grande successo, la passione di un ragazzo che si ingegnava per spremere più cavalli possibile dal piccolo motore a due tempi della sua Vespa. Il giovane Pinasco, artigiano meccanico autodidatta, si inventò uomo di marketing, imparando a sfruttare al meglio le possibilità di comunicazione della sua epoca, inventando di fatto il prodotto che ci voleva per un mercato che fino a quel momento non esisteva: l’elaborazione dei motori di serie delle Vespa. Soluzioni ingegnose, semplici solo in apparenza, fornite in “gruppi” (che oggi chiameremmo “kit”) in cui c’era tutto l’occorrente pronto al montaggio. Un prodotto che si ordinava per posta e si pagava direttamente al postino in contrassegno. Nel campo dell'elaborazione motoristica l’innovazione tecnologica e di fruibilità della stessa portata da Pinasco è in qualche modo paragonabile all’opera di Steve Jobs nel campo della comunicazione e dell’informatica. C’è da chiedersi dove sarebbe potuto arrivare Pinasco disponendo dei potenti mezzi dell’e-commerce moderno.
Il successo di questo marchio continua a tutt’oggi, indifferente, proprio come le tradizionali Vespa a due tempi, all’evoluzione della tecnologia. Il cambiamento di usi e costumi delle nuove generazioni ha comunque segnato in un certo senso la fine dell’epoca d’oro dei meccanici-truccatori fai da te, ed è lo stesso Pinasco ad ammetterlo:

“(...) nei primi anni ’90 il mercato globale raggiunge e supera un milione di dispositivi venduti all’anno e il mercato tiene per quasi tutto il decennio. Poi inizia la discesa, le nuove generazioni cominciano ad essere attratte più da Internet che dalle chiavi inglesi.”

Pinasco è più uomo d’officina che di penna. La storia che ci racconta è affascinante, diversi gli aneddoti curiosi, che vengono però solo accennati e non approfonditi come sarebbe stato di certo più gustoso per il lettore. A compensare ci sono però le foto e le riproduzioni delle pagine dei giornali dell’epoca, a documentare il racconto di un successo aziendale e sportivo. Un libro da leggere per scoprire che una Vespa elaborata è qualcosa di ben diverso dal fastidioso fracasso di uno scooter dalla marmitta aperta che corre fumando nella notte. C’è molto di più: c’è la passione di un ragazzo che ha saputo contagiare la sua generazione e quelle che sono venute dopo di lui.

Andrea Pinasco firma copie del
libro in occasione di EICMA 2012
Incipit.
“Prima di tutto non sapevo che non potevo! Così come il calabrone vola perché non sa quello che gli scienziati hanno stabilito e cioè che la portanza delle sue ali non è compatibile con la sua massa, io a 17 anni non sapevo che con il mio diploma di terza media, senza esperienza di officina ne di amministrazione d’azienda potevo inventare un mercato, ma per rendere bene l’idea nel suo insieme devo partire da molto più lontano.”

Andrea Pinasco: il calabrone che fece volare le Vespa!

Andrea Pinasco
QUELLI DELLE VESPA TRUCCATE
Edito in proprio da www.pinascostore.com

Questo libro editato in proprio è sprovvisto di codificazione ISBN ed è possibile acquistarlo direttamente dal sito Pinasco-Store.
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Rosso Katmandu

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Enzo Gaiotto
ROSSO KATMANDU
Las Vegas Edizioni

Se qualcuno in cuor suo nutriva ancora dubbi a riguardo della realtà rappresentata dalla narrativa vespistica quale vero e proprio genere letterario, con Rosso Katmandu di Enzo Gaiotto può mettersi il cuore in pace, accomodarsi in poltrona e godere delle sue pagine. Non è la prima volta che si legge di una Vespa battezzata con un suo nome proprio (il “Giallone” di Paolo Roversi e il “Generale Lee” di Giorgio Serafino, per citare le prime che mi vengono in mente), ma è la prima volta che una Vespa è tra i protagonisti di un volume con “nome e cognome”, Rosso Katmandu appunto. La vicenda ci svolge all’inizio degli anni ‘80 anche se la descrizione di ambienti e situazioni, forse per il garbo della narrazione, da la sensazione di essere riportati ai decenni precedenti. I luoghi sono quelli della provincia toscana, la Garfagnana e i dintorni di Pontedera, operosa cittadina sede della Piaggio, dove la Vespa è nata ed è prodotta a tutt’oggi. Lisiana è la protagonista femminile del racconto, in paese la definiscono “la più bella della Garfagnana”, promessa sposa di Manfredo, emigrato in Germania. A mettere scompiglio nel cuore di Lisiana  arriva Antonio, portalettere trasferito d’ufficio per motivi disciplinari, che in sella alla sua Vespa TS 125 Rosso Katmandu (dalla denominazione scelta da Piaggio per quella tonalità di rosso) consegna la corrispondenza nei piccoli Comuni della Valdera. Quella di Antonio nei confronti di Lisiana è più di un’infatuazione, è un chiodo fisso che arriva a fargli dimenticare i principi deontologici della sua professione spingendo sempre più in la l’asticella della sua invadenza. Tutto gli sembra lecito pur di riuscire a far breccia nel cuore della bella Lisiana. A complicare ad Antonio un già difficile corteggiamento è l’attenzione a lui riservata da altre femmine, più leste di Lisiana nell’apprezzare l’aitante portalettere.
Un racconto solare velato d’un tratto delle ombre e dei sospetti per un inspiegabile delitto che viene a turbare la quiete della pacifica comunità. Tutti i protagonisti sono ben tratteggiati, efficaci e convincenti, così come i personaggi di contorno che danno colore e carattere alla vicenda e fanno scorrere la lettura, piacevole come una passeggiata in Vespa per la campagna toscana.
La Vespa è una costante nello svolgersi del racconto, Antonio si confida con lei durante il suo girovagarne in sella per la consegna della corrispondenza. La Vespa Rosso Katmandu diventa così sua complice, muta testimone di fatti e misfatti, dalle prime pagine del romanzo fino al sorprendente epilogo della vicenda.

Questo romanzo è impreziosito da una sua colonna sonora d'autore: Lisiana ed Antonio scoprono di avere una comune passione per Gino Paoli. Alcune tra le più celebri canzoni del cantautore genovese vengono citate nel racconto, come i primi versi della bellissima "Me in tutto il mondo", nella prima pagina del volume.


Non poteva mancare la celeberrima "Il cielo in una stanza":



L’incipit.
Antonio non riusciva a prendere sonno e si girava e rigirava in quel letto non suo che cigolava a ogni sospiro. Con la testa affondata nel cuscino troppo soffice e voluminoso, cercava di tenere gli occhi chiusi per non scorgere l’estraneità di quella camera d’affitto, rischiarata dalla luce che filtrava dalle stecche della persiana.

Enzo Gaiotto
ROSSO KATMANDU
Las Vegas Edizioni

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie.

Pazzo incosciente

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PAZZO INCOSCIENTE
Luca Guerini
CLD Libri

Mezza Europa girata a bordo della sua Vespa. Gli aneddoti, gli amici, i ricordi di una passione che l’ha spinto fino a mete impensabili.
Luca Guerrini, appassionato vespista di Badia Agnano, ha deciso di raccontare tutto questo, i suoi viaggi e le sue esperienze, in un libro.

"Controllai col navigatore e tra andare avanti e tornare indietro dovevo fare ben 90 chilometri. Pensai: "alle 6:30 di mattina, 25 chilometri di autostrada a quattro corsie sulla corsia di emergenza contromano, non se ne sarebbe accorto mai nessuno..."


In 12 capitoli ricchi di divertimento l’autore racconta come è nata e poi si è evoluta la sua esperienza vespistica, fino ad arrivare ai suoi 4 viaggi più importanti: Caponord, Spagna, Bosnia e Amatrice, prima e dopo il terribile sisma... senza scordarsi il suo frullino!

PAZZO INCOSCIENTE
Luca Guerini
CLD Libri

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One man caravan

ONE MAN CARAVAN
Robert Edison Fulton Jr.
Elliot - Lit Edizioni
La moderna narrativa di viaggio, nello specifico di viaggi in moto, non può prescindere da questo libro. Difficile al giorno d'oggi pensare di mettersi in sella su strade che non siano già state percorse. Nel 1932 però la situazione non era esattamente la stessa, annunciare di voler fare il giro del mondo in moto poteva sembrare poco più di una boutade. Se però capita di dirlo in presenza del rappresentante di una marca motociclistica - oggi divenuta storica come la Douglas - disposto a fornirti il necessario, a cominciare da tre quintali e mezzo di moto equipaggiata per l'occasione con ruote da automobile, ti puoi trovare ad essere il protagonista della più straordinaria avventura motociclistica in solitaria. È quanto accadde a Robert Edison Fulton Jr. che in questa questa impresa profuse tutto l'entusiasmo e l'incoscienza dei suoi ventitre anni. Inevitabile scotto da pagare all'inesperienza gli errori di programmazione e le esagerazioni nell'equipaggiamento, che regalano a queste pagine la genuinità di un documento unico nel suo genere. L'autore è davvero bravo nel documentare il suo cammino, sia con le parole che con le immagini, in cui è un vero maestro nell'uso dell'autoscatto. Tante le immagini riprodotte nel volume (che avrebbero meritato una miglior qualità di carta per una resa ottimale del bianco nero).
R.E. Fulton Jr. in sella alla sua Douglas nel 1996
courtesy of  http://www.geodysseo.org 
Le paure, le incertezze e la faccia tosta alle prime frontiere incontrate lungo la strada. Un'avventura irripetibile oggi, dove un americano può raccontare della squisita ospitalità che gli viene offerta attraversando,
da turista solitario, i Paesi del Golfo Persico. Un viaggio dove nulla è scontato, a cominciare dall'assurda burocrazia dei paesi del terzo mondo, una storia che ci riporta indietro nel tempo e fa rivivere "in diretta" i diciassette mesi di viaggio. Una storia incredibile, dove nonostante gli "arresti" fossero una costante di parecchie tappe l'autore non si è quasi mai sentito realmente in pericolo: 

"Chi viaggia solo viaggia sicuro. Può sembrare un paradosso, ma chi viaggia da solo ha molte meno probabilità di finire nei guai di chi viaggia in compagnia. La logica è semplice come la mentalità della gente del luogo. Quando un turco si imbatte in uno straniero solitario non ne ha alcun timore: si sente al sicuro sulla sua terra e tra la sua gente..."

Una filosofia tutta particolare che lo aiuta a vivere nel modo migliore, giorno dopo giorno, il suo cammino, fino al colpo di scena che a poche migliaia di chilometri dalla conclusione getta l'autore nello sconforto.

INCIPIT
Il silenzio è d'oro.
Avessi dato retta a questo vecchio adagio, forse tante cose non sarebbero successe. Per dirne una questo resoconto. A quella cena londinese, il padrone di casa, la sua signora e i loro cinque ospiti erano convinti di avere a che fare col classico giovane laureato americano, reduce da un anno di studi alla facoltà di architettura dell'Università di Vienna, il quale sulla via di casa aveva pensato bene di fare una puntatina nella vecchia Inghilterra. A tavola la conversazione ruotava intorno alle sfumature dell'architettura americana, quando la ragazza dai capelli color caramella mou se ne uscì dicendo: "Pensa di salpare presto per gli Stati Uniti? La invidio, trovo che New York sia semplicemente sconvolgente".
"No" risposi. "Sto per fare il giro del mondo in motocicletta!".


ONE MAN CARAVAN
Robert Edison Fulton Jr.
Elliot - Lit Edizioni

Anche questo volume è disponibile nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA

Una lunga strada da fare

Peter S. Beagle
UNA LUNGA STRADA DA FARE
Mattioli 1885


Aprile 1963: in una strada periferica di New York city Peter e Phil, in sella rispettivamente a Jenny e Couchette - due mastodontici scooter Heinkel a quattro tempi - prendono la strada alla volta della California. Questo per loro sarà più di un viaggio e rappresenterà lo spartiacque verso la consapevolezza dell’età matura. Prima di giungere alla meta avranno a disposizione qualche migliaio di chilometri per conoscere meglio se stessi, il loro Paese e i loro connazionali, aiutati dalla precisa scelta del percorso da seguire “...l’idea è di tenerci lontani da autostrade e strade a pedaggio...”, facendo di “Una lunga strada da fare” un antesignano di “Strade Blu”, il libro di William Least Heat-Moon, pubblicato solo una ventina d’anni dopo e diventato oggi una pietra miliare della narrativa on the road. I due scooter, battezzati con nomi propri, la dicono lunga sul rapporto uomo/scooter che va consolidandosi con le difficoltà del cammino:

“I motori stanno lavorando troppo duro sulle marce basse, le marmitte stanno subendo dei salti così impietosi che non hanno modo di assorbirli; e Dio solo sa cosa sta succedendo ai pneumatici. Da esseri umani ci sembra di non soffrire quanto le macchine che stiamo cavalcando, il che è un atteggiamento veramente stupido (...). A ogni scossa mormoro: ‘Mi dispiace Jenny. Scusa mia cara’.”
La sofferenza di mezzi e uomini è una costante del viaggio:

“...un mese fa stavamo congelando sulla West Fourth Street all’una del mattino. Un giorno vorrei scrivere uno di quei libri di viaggio: mille modi per congelare a soli cinque dollari al giorno.”


L’autore da prova di essere una penna di razza, cosa che si confermerà con una brillante carriera di scrittore negli anni a venire. Nel suo racconto è abile nel cogliere dettagli mai banali dei luoghi e delle persone che incontra e li descrive al lettore con efficaci e originali metafore a cui non si resta indifferenti:

“...occhi indescrivibili. Hanno la forma del diamante e il colore del cemento, e non sembrano affatto occhi, ma finestre affacciate su un muro di pietra bianca oltre il quale non c’è via di fuga”.


Sono gli incontri a scandire il tempo di queste pagine e fanno di questo libro la lettura ideale per tutti quelli che quando viaggiano godono del senso del loro passaggio nella vita delle altre Persone.

“Questo pomeriggio parliamo con tutti. Una delle cose che ci ha colpito di più nel viaggio, nonostante o in virtù dei fugaci incontri che abbiamo con le persone, è la terribile voglia che la gente ha di parlare con qualcuno. Non riescono a farsi ascoltare (...). Si limitano invece a mettere dei messaggi in bottiglia che affidano al mare rappresentato da noi sconosciuti, e le lettere sembrano sempre dire: ‘Salvami, salvami!’.”


A volte capita che arrivando alle ultime pagine di un romanzo di viaggio si percepisca un calo di intensità, un po’ il sentimento che si prova avvicinandosi alla meta e l’entusiasmo scema senza altre tappe in prospettiva. “Una lunga strada da fare” è un’eccezione, le ultime pagine raccontano delle crescenti difficoltà che non spengono l’entusiasmo e il viaggio si conclude col sorriso fischiettando una canzone di Brassens.
Si lascia questo libro accompagnati da un’appendice scritta dall’autore nel 2006, quando il volume è tornato in libreria, un’analisi che è l’elaborazione di quanto vissuto e di quanto ne è seguito a quarant’anni di distanza.
Bella e apprezzabile la scelta editoriale di chiudere il volume riportando una corrispondenza tra l’autore e il curatore dell’edizione italiana in cui Peter S. Beagle ricorda con piacere della sua permanenza in Italia nel 1959 e nel 1960, e gli racconta di Marinette, una Lambretta LI150 che lo accompagnò a zonzo per la penisola, da Firenze a Venezia a Milano, poi Domodossola e le Alpi, fino in Francia.

Incipit.
Da New York ad Ann Arbor
Alle sette di una fredda mattina di aprile siamo seduti nella cucina di Phil a bere del caffè. Si è alzato un po’ di vento, che sbatte contro il bucato appeso e si dimena come un lottatore indiano, sibilando metre passa attorno agli angoli dell’edificio. Il cielo è grigio come un fazzoletto sporco.
“Si schiarirà,” dico .
“Fa sempre così. Le mattine d’aprile ingannano sempre.”
“più che ingannare sono fredde,” dice Phil.
“Tu e il tuo cazzo di aprile. Quante volte ti ho detto che, fino a maggio, a New York non fa caldo?”

Peter S. Beagle
UNA LUNGA STRADA DA FARE
Mattioli 1885

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA

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La marcia di Radeschi

Paolo Roversi
LA MARCIA DI RADESCHI
Ed. Mursia

Dal risvolto interno di copertina:

"In questo volume gli inizi del cammino di Radeschi che, insieme ad altri indimenticabili personaggi, diventa protagonista di cinque intriganti indagini dalle inconfondibili tinte noir".

Una piacevole costante delle avventure di Enrico Radeschi, il personaggio creato dalla penna di Paolo Roversi, è il Giallone, "la sua Vespa 50, classe 1974, dipinta a bomboletta".
Questo volume ripropone il primo grande successo editoriale di Roversi, "Blue tango. Noir metropolitano",  uscito in prima edizione nel 2006. A fare da sfondo alla vicenda è una Milano che vive le sue giornate frenetiche sotto il cielo plumbeo di un autunno che allaga le sue strade. Prostituzione, droga, terrorismo e omicidi gli ingredienti di questa storia avvincente che trasporta il lettore fino al sorprendente finale. Un successo quello di "Blue tango" che ha reso inevitabile farlo diventare il primo capitolo di una saga che si è poi sviluppata in altri romanzi con protagonisti il buon Radeschi e il suo Giallone.

NIENTE BACI ALLA FRANCESE (leggi tutto)

L'UOMO DELLA PIANURA (leggi tutto)

GLI AGENTI SEGRETI NON PIANGONO (leggi tutto)

Ad arricchire ulteriormente questo volume ci sono tre racconti brevi ("Real fiction", "Mompracem resort" e "Morte al Salone del Libro") e un racconto lungo dal titolo "Il quadro". Onnipresente l'accoppiata Radeschi / Giallone.

Overture.
Così è cominciato tutto. Da qui parte il cammino del giornalista-hacker Enrico Radeschi in sella al Giallone, la sua Vespa gialla del 1974 da cui non si separa mai.
Questo libro rappresenta l'inizio ideale del percorso, "La marcia di Radeschi", che oggi conta quattro romanzi per adulti, quattro racconti (tutti riuniti per la prima volta nel volume che avete tra le mani), molte traduzioni estere e diverse migliaia di lettori.

Paolo Roversi
LA MARCIA DI RADESCHI
Ed. Mursia

Questo volume è disponibile per l'acquisto online nel catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA

Ocean Vespa

Claudio Grego
OCEAN VESPA
Ed. "ilmiolibro.it"

Un diario di viaggio onesto e genuino come una vacanza in Vespa. Dalla sponda piemontese del Lago Maggiore a quella dell'Atlantico, al confine tra Francia e Spagna.

Il cammino è lungo e la Vespa impone di tenersi alla larga dalle autostrade. I percorsi secondari però non sono un castigo, ma una risorsa. Allo stesso modo i problemi tecnici, risolti in autonomia, infondono fiducia nei propri mezzi al viaggiatore solitario.

Tanti chilometri, lunghe ore di cammino, in cui c'è il tempo per riflettere su se stessi, aprire gli occhi e la mente con l'animo ben disposto a fare tesoro di ogni incontro.  Ed è così che anche un coniglio autolesionista che incrocia la sua strada è molto più di una banale annotazione sul taccuino del viaggiatore.

L'incipit.
"Ah, sai... beh, ora vivo a Vitoria, nei paesi Baschi e fra qualche mese divento papà!".
E' strano, ma a volte sono le situazioni più inaspettate che ci fanno iniziare a sognare. La risposta ricevuta in dicembre da Patrick, quando gli avevo annunciato il mio ritorno per una breve visita in Irlanda, era una di quelle. Proprio l'unico irlandese che non beve birra (o meglio, che aveva smesso di prodursela e bersela), mi aveva dato lo spunto per dire:
"Ora vengo in Spagna a trovarti. In Vespa!".

Questo libro è stato pubblicato in proprio direttamente dall'autore in print-on-demand appoggiandosi al servizio offerto da www.ilmiolibro.it dal quale è possibile acquistarlo in formato cartaceo. È possibile inoltre acquistare il volume in formato ebook per Kindle su Amazon a questo link.

Claudio Grego
OCEAN VESPA
ilmiolibro.it

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