John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Bastogne

Baldini Castoldi Dalai

Bastogne” (1996) è stato il secondo volume dato alle stampe da Enrico Brizzi, scrittore bolognese. Era balzato in vetta alle classifiche due anni prima con il suo romanzo d’esordio “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
“Bastogne” è un noir che trasuda Vespa fin dalla prima pagina. Un romanzo duro e violento, in apparenza mal si concilia con la comune idea che si ha della Vespa e dei vespisti. A fare da sfondo a questa vicenda ambientata negli anni ‘80 le strade di Nizza e dintorni, dove i protagonisti hanno buon gioco per sfuggire e nascondersi dopo aver dato il peggio di loro. Fin da quando, adolescenti votati alla tossicodipendenza, fanno dello spaccio la loro fonte di sostentamento. E poi rapine, stupri, omicidi, in un’escalation che è una discesa negli inferi dell’autodistruzione. Protagonista della storia è Ermanno Claypool:
“Sono uscito in Vespa senza una meta precisa. Ho comprato da un tale una sella biposto a pelle di dalmata, così ci si sta in due, comodi e maragli, sulla mia special verde inglese, brava a schiodare a pieni giri lungo tutte le preferenziali della città sotto gli occhi orzajuoli delle guardie municipali.”
Questa Vespa sarà sua compagna e complice per tutto il romanzo, come suoi complici sono Raimundo, Dietrich e Cousin Jerry, il cugino. Una vicenda dall’epilogo amaro, così come amara è un po’ tutta questa storia. Ma è bello leggere che proprio da una Vespa nasce la speranza di ritrovare un’esistenza più matura e consapevole.
“Il cliente è lei, dice il meccanico. Scuote la testa, dice: Comunque se è proprio una questione affettiva... e finalmente si decide ad affrontare il groviglio di biciclette e ferraglia che tengono il vecchio special prigioniero. C’è giusto il tempo di fumare una meravigliosa, e poi la Vespa color verde immatricolata nell’80, spinta a mano dal meccanico, è già pronta a lato del marciapiede. Intanto le pago questa dice Ermanno. E poi vorrei dare un’occhiata ai vecchi pezzi di ricambio...”

Da leggere, perchè andare in Vespa non è sempre e solo avere le ali sotto ai piedi.

L’incipit.
“Un giovedì dell’aprile 1984. Pomeriggio. Parcheggiamo le vespe con frenata sghemba giusto sotto casa della sbarba Occhi-blu. Chiudono la catena, così, per sicurezza. Può sempre esserci qualche malintenzionato che scorrazza nei paraggi, anche qui nei quartieri dei ray-ban a goccia, delle televisioni a colori e delle altissime fedeltà superstereo. Ermanno guarda con ammirazione bambinesca Cousin Jerry, sorta di monumento vivente alla vita dispari, ne imita i movimenti.”

Enrico Brizzi

Questo volume è disponibile nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERITARIA

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