John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

INDIA e mi fissi con gli occhi di una capra.

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INDIA e mi fissi con gli occhi di una capra.

Giorgio Serafino
by TERRA&ASFALTO


A leggere queste ultime pagine uscite dalla penna di Giorgio Serafino viene spontanea una considerazione: il viaggiatore che torna non è mai la stessa persona partita qualche tempo prima. Giorgio, la sua compagna di vita e di viaggio Giuliana e il mitico vespino Generale Lee che li porta a spasso per le strade del mondo abbiamo cominciato a conoscerli qualche anno fa con "L'America in Vespa" (Mursia 2011): leggere del viaggio in USA lungo la leggendaria Route 66 è stato un po' come vivere la vacanza in Vespa che tanti sognano. Con "Paradiso di polvere" (Mursia 2013) abbiamo letto del viaggio nel Triangolo d'Oro tra Laos e Thailandia, e più a sud fino in Cambogia, un territorio agli antipodi rispetto agli Stati Uniti non solo geograficamente. Pagine in cui tra le righe si poteva leggere di come l'esperienza del viaggiare si fosse evoluta in qualcosa di meno turistico e materiale, per avvicinarsi a una dimensione quasi mistica.


Un'evoluzione che trova compimento in quest'ultimo libro "INDIA e mi fissi con gliocchi di una capra", che già dal titolo e dalla copertina evidenzia la svolta. di una scelta coerente e coraggiosa: la Vespa, che pur restando nell'immagine di copertina era scomparsa dal titolo già nel secondo volume, ora passa in secondo piano (tanto che non se ne trova cenno nemmeno nella sinossi sulla quarta di copertina). Difficile dire se prima della partenza per l'India Giorgio Serafino immaginasse uno sviluppo del genere per questo nuovo viaggio e di conseguenza per le pagine che ne sarebbero seguite. Un viaggio cupo nell'umore quanto è cupa l'immagine scelta per la copertina ("Non guardarmi" del pittore Marco Amato).

Una lettura difficile come difficile è stato questo viaggio lungo strade lontane da quelle battute di norma dal turista in cerca di spiritualità, in una terra incantata dove "ritrovare se stessi" è tutt'altro che scontato. L'autore è bravo nel trasmettere il fastidio del muoversi a contatto, quotidiano e ossessivo, con la pletora di questuanti che nella loro misera vita non possono fare altro che approfittarsi di questa loro condizione, fino agli eccessi di atteggiamenti a volte apertamente ostili, dove quando va bene ci si sente truffati e quando va male si diventa ostaggi del proprio ruolo di turisti di cui ci si deve approfittare. Se mi si passa il termine trovo che in queste pagine ci siano tracce della “bettinellizzazione” della scrittura di Serafino: la mera cronaca del viaggio si fa da parte e lascia spazio alle emozioni più intime del viaggiatore, tanto che a un certo punto Bettinelli si materializza:

"Stiamo fumando una sigaretta quando sentiamo arrivare una moto (...) inizia a lampeggiare come se ci stesse salutando (...) l'uomo alla guida (...) ha un sacco di orecchini, i capelli diritti e spettinati, gli occhi illuminati da pura follia (...). Io e Giuliana ci guardiamo a bocca aperta e insieme diciamo - cazzo ma è lui! - Siamo sicuri (...) sappiamo che non può essere vero ma è lui, sì, o è Giorgio Bettinelli o è la sua reincarnazione."


Si viaggia per trovare nuovi stimoli ma l’overdose delle esperienze vissute è tale da faticare a conviverci. L’unica soluzione è mettere tutto su carta e condividerlo. Al lettore che avrà il coraggio di affrontarne la lettura è offerta l'opportunità di approfittare un punto di vista sincero, che non fa sconti e nulla concede, perché viaggiare è bello ma a volte il viaggio è anche la fatica di convivere con la realtà quando questa, vista con i propri occhi e vissuta sulla propria pelle, è totalmente diversa dagli stereotipi e dalle aspettative.


"L'india è come uno specchio, riflette l'anima di chi la visita. Se si va in pace si troverà la pace, ma se si va in guerra o con paura si troverà guerra e paura..."


Dice Giorgio Serafino sulla sua pagina facebook: "...il libro è auto pubblicato, non perché scartato dagli editori, ma perché quel mondo che ho conosciuto... mi sta proprio sul cazzo!".

Illibro è acquistabile direttamente dal sito Web terraesafalto.it su Amazon e in alcune librerie.

Appunti di viaggio

APPUNTI DI VIAGGIO
Marco De Vido
pubblicato in proprio

sinossi:
E' il racconto delle vacanza in Vespa tre ragazzi del Vespa Club PEDEROBBA “Vespette Decellerate” Tullio Fornasier, Cervi Giacomo, Marco De Vido, sessantotto anni in tre e una passione comune per le due ruote di casa Piaggio e i viaggi.

Dopo anni di raduni, per l’estate 2014 pensano di puntare in alto e di organizzare un raid fino a Barcellona, passando al ritorno per il Principato di Andorra.
Il 26 luglio, con le Vespe cariche e il morale alle stelle partono pronti per macinare molti chilometri, ma non c'è quasi nemmeno il tempo di partire e si ritrovano in mezzo ad un acquazzone che li accompagnerà per tutta la prima giornata di viaggio.

Dopo quasi 1500 chilometri l'arrivo a Barcellona, dove incontrano Luís, un vespista locale, che li accompagnerà facendo loro da guida nella visita alla città.
Lasciato il capoluogo catalano puntano a nord, direzione Andorra. Attraversano il piccolo stato immerso nei Pirenei, per poi ridiscendere verso la Francia e da lì puntare verso casa lungo la spettacolare Costa Azzurra. Sole, bel tempo e del caldo invitano a una sosta per immergersi nelle acque di Saint Tropez, Nizza e Montecarlo.

Dopo 3418 km percorsi si torna a casa, con un’infinità di bei ricordi vissuti che non dimenticheranno mai!

Per informazioni sulla reperibilità del volume è possibile contattare il Vespa Club Pederobba cliccando QUESTO LINK

Quelli del PX

QUELLI DEL PX
Danilo Fia
BookSprint Edizioni

Scrisse John Steinbeck: "le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone". Ed è proprio così, e poco importa se nei fatti più che di un viaggio si sia trattato di una vacanza. Una delle cose che ti restano dentro per tutta la vita è quella sensazione di indipendenza e di libertà che si prova a vent'anni, trovandosi a partire potendo scegliere dove andare, con solo una vaga idea della meta, e poi fermarsi in base alla fame, alla stanchezza o all'umore.

Questo in estrema sintesi quello di cui narra Danilo Fia nel suo pamphlet "Quelli del PX". É il ricordo di un viaggio/vacanza di un'estate di fine anni '70, un'estate che per Ferro e Nilo, i due protagonisti del racconto, all'inizio li vede impegnati come lavoratori stagionali in un locale del Lago di Garda. Un rapporto di lavoro che si interrompe dopo un solo mese e lascia i due ragazzi con qualche soldo in tasca, tanti quanti non ne avevano mai avuti prima, e tanto tempo libero, ma soprattutto con una Vespa PX a loro completa disposizione. Inizia così il loro girovagare vagabondo per la penisola: le notti all'addiaccio si alternano a quelle in camera d'albergo e i panini mangiati a bordo strada alle cene al ristorante.

Incontri ed esperienze raccontati con genuina semplicità, un cerchio della vita che si chiude con il ritorno a casa dei protagonisti che per i loro compaesani increduli resteranno nella memoria collettiva come "quelli del PX", una definizione adatta non soltanto a questi due ragazzi ma perfetta per tutta la loro generazione.

QUELLI DEL PX
Danilo Fia
BookSprint Edizioni

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!

Capo Nord e "Capo Sud" in Vespa, le mete letterarie dell'estate 2015


Quali pagine vespistiche leggere in questa torrida estate 2015?

Per quanti andranno a crogiolarsi al sole di qualche spiaggia le pagine più rinfrescanti sono quelle di Marco Giurin e del suo "Obiettivo Capo Nord in Vespa". (leggi tutto, CLICCA QUI)
Se la vostra meta per le ferie è invece il fresco di una località montana a scaldarvi ci penserà Mario Pecorari con il suo "Vespeggiando in Sudamerica". (leggi tutto, CLICCA QUI)

Sia che andiate al mare o ai monti il mio consiglio però è quello di procurarveli entrambi!

Obiettivo Capo Nord in Vespa

OBIETTIVO CAPO NORD IN VESPA
Marco Giurin
Ed. Smartmix.it

Il viaggio in Vespa inteso come Vacanza - "V" maiuscola! - e la Vacanza intesa come esperienza di Viaggio, e anche in questo caso la "V" maiuscola ci sta tutta visto che non si parla di un viaggio qualsiasi ma di un viaggio in solitaria a Capo Nord. Nelle sue pagine Marco Giurin racconta con semplicità la sua evoluzione: da collezionista di Vespa a viaggiatore vespista. Per tutto ciò non è stato necessario andare in capo al mondo, dall'altra parte del pianeta: non che Capo Nord sia esattamente dietro l'angolo, ma purtroppo il fatto di essere una tra le mete predilette dei viaggiatori continentali ha un po' diluito nella percezione comune il fascino dell'irraggiungibilità. In ogni caso, se tra chi legge ci fosse qualcuno convinto che Nordkapp sia alla portata di chiunque lo invito a provare ad andarci da solo in Vespa, poi ne riparliamo.

Marco si butta in questa sua impresa con tutto l'entusiasmo della sua giovane età, dando prova di una maturità che spesso non si riscontra in viaggiatori più stagionati. La preparazione è meticolosa al punto da arrivare a frequentare un corso di lingua inglese: farsi capire quando si è lontani da casa è fondamentale, soprattutto se si viaggia da soli. Marco viaggerà da solo ma non è certo l'egoismo l'espressione del suo carattere: nella nostra epoca "social" il viaggio è una delle tante esperienze condivise, una visibilità che nel caso di Marco non è stata fine a se stessa ma è servita di riflesso alla causa di due importanti O.n.l.u.s.: "Famiglie e Abilità" e "Marco Simoncelli", creata dal babbo di SuperSic a memoria del figlio. Un impegno concreto che continua anche oggi che il viaggio è concluso destinando a queste due associazioni i proventi derivanti dalla vendita di questo libro.


Incipit:
"La cosa più particolare di quest'avventura riguarda il modo in cui è nata. Due anni prima di questo viaggio, nel 2012, andai in Danimarca e me ne innamorai. Successivamente dissi a un mio amico che volevo tornarci in Vespa. Lui mi rispose: « Ma dove vuoi andare? Sai a malapena cambiare una gomma alla Vespa... ».

OBIETTIVO CAPO NORD IN VESPA
Marco Giurin
Ed. Smartmix.it

Il libro può essere acquistato tramite Ebay direttamente dall'autore a questo link: CLICCA QUI 

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Vespeggiando in Sudamerica

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VESPEGGIANDO IN SUDAMERICA
Mario Pecorari
Nomadistad Edizioni

Ottobre 2018 - Esce la seconda edizione del libro “Vespeggiando in Sudamerica” ai confini del mondo con una Vespa PX"! Questa seconda edizione nasce dopo un lungo ed accurato lavoro di restyling del libro. Grazie all’aiuto dei ragazzi della Nomadistad è stata disegnata una nuova copertina ed è stato fatto un accurato lavoro di reimpaginazione, con l'inserimento di numerose fotografie a colori.

"In Sudamerica per definire lo strano modo di viaggiare che hanno i vespisti, hanno inventato un termine che io trovo perfetto "vespeando", che è esattamente quello che stiamo facendo."

Da questa frase estrapolata da pag. 104 del libro scritto da Mario Pecorari nasce il titolo di questo volume e non avrebbe potuto esserci titolo migliore visto che è la sintesi perfetta dell'essenza di queste pagine e del viaggio che vanno a raccontare. Se pensate di trovare la cronaca delle mirabolanti imprese di due eroi votati al sacrificio posseduti dal sacro fuoco dell'avventura avete sbagliato libro. Il viaggio di Mario e di sua moglie Sandra, nonostante i 21.000 chilometri attraverso Cile, Argentina, Paraguay, Brasile e Uruguay, "vespeggia" con la leggerezza di un fine settimana passato in Vespa tra amici, ma elevato all'ennesima potenza. Il racconto è quello spontaneo e genuino che potresti sentire dalla viva voce dei protagonisti se ti capitasse la fortuna di passare una serata con loro in pizzeria. La cronaca è quella tipica e minuziosa del diario di viaggio scritto on the road, non c'è spazio per la rielaborazione a posteriori degli avvenimenti o per i sentimentalismi del ricordo, nonostante il fatto che un'esperienza del genere lasci ai protagonisti un pesante fardello di emozioni. Riprendere la vita di tutti i gironi dopo qualcosa di simile, e lo dico per esperienza, non è per nulla facile. Il ricordo di quegli spazi, di quei chilometri è una piacevole ossessione quotidiana, unica possibile cura per non finire in analisi sarebbe poter ripartire per tentare qualcosa di simile.

Ed è quello che Mario e Sandra hanno fatto: proprio mentre scrivo queste righe sono di nuovo in Vespa in giro per l'Europa, alla volta del periplo del vecchio continente. Quindi, se anche voi come me non avete a breve la possibilità di emulare questa simpatica e intraprendente coppia, non vi resta che mettervi comodi e leggere le pagine di "Vespeggiando in Sudamerica"... e finita la lettura appostarvi in paziente attesa fuori da una libreria in attesa di nuove pagine!

Incipit:
"Capita che un sogno diventi il compagno di vita in grado di fornirci un rifugio sia nei momenti difficili sia in quelli felici, accade senza motivo apparente mentre passeggi o guardi la televisione e con la stessa facilità svanisce."

VESPEGGIANDO IN SUDAMERICA
Mario Pecorari
Nomadistad Edizioni

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!

Chi lo desidera può rivolgersi anche direttamente all’autore, via e – mail, Facebook, Instagram o per telefono e per le persone che vivono a Trieste, potete trovare l’autore ogni Lunedì presso il Vespa Club Trieste, in Via Reni 2.

Viaggio irpino in Vespa

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Ed. V.C. Leoni Rossi

Apprestandosi alla lettura di questo pamphlet già dal sottotitolo di copertina (60 ore, 118 comuni, 936 km, 3 giorni di viaggio...) viene spontaneo chiedersi: che razza di viaggio potrà mai essere questo? La narrativa di viaggio ci ha abituato a leggere tomi di centinaia di pagine dove sono narrate le gesta di impavidi bikers che affrontano viaggi di mesi se non di anni, spesso dall'altra parte del pianeta, accumulando chilometri a decine di migliaia per volta. Cosa avrà mai da raccontarci Flaviano Oliviero di questa sua tre giorni in Vespa? La curiosità per queste ottanta pagine c'è, ma c'è anche il timore di sentirsi presi in giro. In Italia, è cosa nota, c'è più gente che scrive libri di quanti si dedichino alla lettura, e lasciandosi indurre in tentazione da una bella copertina di autore ignoto si rischia di veder poi deluse le proprie aspettative. Non è il caso di Flaviano: il suo scrivere rispecchia in pieno il suo modo di girare in Vespa. Le sue sono pagine spontanee e genuine, come spontaneo e genuino è stato per lui sposare da subito la causa del "Pino irpino" ed inseguire, in sella alla sua Vespa, una meravigliosa idea di condivisione per stringere in un abbraccio tutti i comuni dell'Irpinia, capoluogo compreso. Ecco quindi che già dalle prime pagine si "entra" in casa di Flaviano, o meglio, nel suo garage, dove ci presenta Samantha, Sammy per gli amici, la sua Vespa PX Arcobaleno "...che da tre decenni porta in giro me e la mia vita", a testimoniare una volta di più, se il fatto di battezzarle con un nome proprio non bastasse, lo straordinario rapporto che lega un vespista al suo scooter. Sammy è sempre pronta ad accompagnarlo. In realtà, come spesso accade a tutti quelli che prendono la strada per un viaggio, breve o lungo che sia, pronti per davvero non lo si è mai. Per chi gira in Vespa poi questa di fatto è la regola: una marcia che fatica a entrare, le luci che fanno i capricci e tutta una serie di piccole magagne che spesso e volentieri si finisce per ignorare affrontando la strada ugualmente, contando sulla buona sorte e sugli incontri che si faranno lungo il cammino, e mai come in questa esperienza sono stati proprio gli incontri on the road a fare il viaggio. Centinaia le persone che hanno atteso il passaggio della carovana del Pino Irpino facendo di questa tre giorni un happening che si è snocciolato nelle centodiciotto tappe prefissate, centodiciotto appuntamenti con i rappresentanti delle comunità che vivono in quell'area geografica tanto bella quanto sfortunata nel recente passato che è l'Irpinia.
"Da brividi, non avrei mai pensato di vivere una cosa così emozionante, di sentirmi così contento di aver fatto tutto ciò per contribuire a questa straordinaria iniziativa che, se ancora ce ne fosse bisogno, mi ha fatto capire quanto può essere grande e generoso il cuore della gente (...) tutto questo per dire, se ancora ce ne fosse bisogno o se ancora non si fosse capito: IRPINIA TI VOGLIO BENE!".

"Viaggio irpino in Vespa": un piccolo libro per raccontare una grande esperienza.

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