John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

In India con la mia Lambretta

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Premessa: "Chilometri di parole in Vespa", lo dice il suo nome, è uno spazio dedicato ai risvolti letterari che da sempre hanno accompagnato lo scooter italiano per eccellenza.
Era inevitabile che la sua rivale per antonomasia, la Lambretta, tanto simile nello spirito quanto diversa nella sostanza, non potesse restare immune al medesimo sentimento di libertà e di avventura che coglie chi sale in sella a questi che non sono mai stati semplici mezzi di trasporto, ma autentici pezzi di storia.


E, di questa storia, un capitolo importante è quello scritto nel diario di viaggio di Albino Capretta, maestro di scuola elementare in quel di Valdobbiadene, alpino, scrittore e giornalista, scomparso a 81 anni nell'agosto del 2003.

Introducendo il suo racconto l'autore quasi si scusa nel trovarsi a "ridare attualità ad un'avventura che tanti anni fa ha avuto un suo spazio evidente e una sua importanza..."

Era l'inizio del '55, la Seconda Guerra Mondiale era finita ormai da dieci anni e da cinque anni il Maestro Capretta aveva iniziato la sua attività come insegnante di ruolo. Dietro l'apparenza di una vita forse ordinaria, ma comunque serena, non si erano ancora del tutto rimarginate quelle che l'autore descrive come "lacerazioni del corpo e dello spirito", e continua: "si era fatta strada in me un'esigenza di purificazione e di collaudo caratteriale: l'esigenza, cioè, di pormi davanti a un ostacolo che fosse determinante e per superare il quale io dovessi usare tutte le mie energie fisiche e spirituali".

Nel giro di pochi mesi il viaggio è organizzato, un viaggio impensabile per quegli anni e quasi impossibile da compiere in sella a una Lambretta. Un'esperienza preziosa e irripetibile ai giorni nostri in considerazione dell'odierna condizione socio-politica dei territori mediorientali.

Il racconto è quello di un diario di viaggio on the road, scarno ed essenziale, a cui ogni tanto si affacciano considerazioni intime e personali. Il testo è accompagnato da decine di fotografie in bianco e nero che sono la suggestione in più per immedesimarsi in quello che oggi suona come un viaggio all'indietro nel tempo.

Il Maestro Capretta avrà trovato ciò che cercava? Io penso proprio di sì:
"Ricordo le mie notti, solo, in pieno deserto: sentivo il respiro dell'infinito e vivevo l'esatta sensazione che quelle innumerevoli stelle fossero lì tutte per me, per illuminarmi e tenermi compagnia".
La riprova è nelle parole di sua figlia Paola, che ha curato questa nuova edizione del diario di viaggio di suo padre: "Con gratitudine mi rivolgo a mio padre, protagonista di questa storia, che invita a riconoscere la scintilla che irrompe e accende la luce dei sogni e ci offre le parole di un viaggio che, come per magia, ci porta lontano ed è poi il viaggio della vita".
Questo volume è stato realizzato in proprio dagli eredi del Maestro Capretta e , cosa importante, l'intero ricavato sarà devoluto a favore delle Opere in India di Padre Angelo Codello, attraverso l'attività dei Missionari Salesiani di Don Bosco. Al momento l'unica possibilità per l'acquisto è rivolgendosi direttamente alla figlia Paola e alla sua famiglia ai seguenti recapiti telefonici:
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abitazione 0423.976186
Paola Capretta 339.2748.224
Andrea Baratto 339.7792.111
oppure scrivendo una mail a andrea.baratto64@alice.it
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Albino Capretta
IN INDIA CON LA MIA LAMBRETTA
Grafiche Antiga (Crocetta del Montello - TV)

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