John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta


Robert M. Pirsig
Adelphi Edizioni - Milano
Collana Super Pocket

Scrive Alberto Infelise su La Stampa del 26 aprile 2017 in occasione della scomparsa di Robert M. Pirsig:

"Pochi libri strappano il cuore come “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Maynard Pirsig. Quella storia del dito che indica la luna con lo scemo che guarda il dito, deve esser stata pensata per il libro che ha reso celebre lo scrittore, morto sabato, ottantottenne, nella sua casa nel Maine. Perché Pirsig indica la motocicletta, i suoi ingranaggi, le bielle, il grasso, ma sta parlando di sé, di un uomo fragile, che può grippare da un momento all’altro.

La storia del libro è quella di un viaggio in moto attraverso l’America con il figlio undicenne, Chris. Pirsig è un uomo complicato. Estremamente intelligente, estremamente sofferente. Nel 1967, quando inizia il viaggio, ha da poco passato tre anni interi a curarsi in diverse cliniche psichiatriche. Gli viene diagnosticato un forte esaurimento nervoso, poi la schizofrenia. Sulle sue spalle la scimmia della depressione.  

Il nucleo del racconto è il rapporto con Chris. Ogni padre ha un senso di colpa nei confronti dei figli. Doppio nei confronti dei figli maschi. Perché sa che non sarà mai abbastanza bravo, mai abbastanza sicuro, mai abbastanza completo per quel ragazzo da crescere. Ogni padre malato sa che deve convivere ogni giorno con il timore di trasmettere ai figli il baratro della sua infelicità, il nichilismo escatologico che si porta dentro, che nel caso di Pirsig trova le radici nella filosofia antica e nell’irrisolto rapporto tra le cose e il loro senso. 

Il disperato, straziante, dilaniante tentativo di essere padre è il cuore dell’opera di Pirsig. Sulla strada mostra al figlio il meglio che pensa che il mondo possa offrire: il viaggio, la bellezza, la natura, l’intensità dei sentimenti. La moto su cui viaggiano è una moto che può rompersi, che sai già che andrà aggiustata e che devi essere in grado di aggiustare. O almeno di riuscire a portarla fino al prossimo meccanico. Altri viaggiano sulle Bmw, le moto tedesche che difficilmente danno problemi e che ti possono perdonare il fatto di non saperci mettere le mani dentro. Ma il male oscuro è così: sai già che sarà un casino, sai già che qualcosa andrà male. Tanto vale prepararsi a reagire. 

E’ una tenerezza infinita il sentimento che accompagna la lettura del libro di Pirsig. Padre e figlio alla scoperta di cosa ci sarà dietro la prossima curva. Un tramonto, un mare. O un tir contromano. Chris, l’amato compagno di viaggio undicenne, la speranza di bellezza, il riscatto dalla sofferenza che ogni padre vede nei suoi figli, fu ucciso da una coltellata fuori da un locale di San Francisco ad appena ventitré anni, cinque anni dopo l’uscita del libro. Se esistesse il paradiso, la vita dopo la morte, la reincarnazione, una qualsiasi forma di riscatto e di ritorno, ora Pirsig meriterebbe di ritrovare Chris su una strada infinita. Senza più tristezza. Senza più colpa. Senza più lacrime. Per sempre."


I libri di Robert M. Pirsig sono presenti nel catalogo online della LIBRERIA UNIVERSITARIA

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