John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Roberto Patrignani

Tra i tanti libri a soggetto motociclistico scritti da Roberto Patrignani sono due quelli in cui si parla di Vespa. Entrambi narrano la medesima storia: il racconto del suo viaggio “in Vespa da Milano a Tokyo”, che da anche il titolo del primo di questi libri. Questo viaggio, datato 1964, venne realizzato in occasione dei Giochi Olimpici organizzati in quell’anno nel paese del Sol Levante.

Pane e chilometri” esce invece nel 2004, a quarant’anni di distanza, ed è una raccolta dei diari di viaggio dell'autore. Tra un libro e l’altro non ci sono solo quarant’anni, ci sono soprattutto le migliaia di chilometri percorsi in tutto quest’arco di tempo da Patrignani. Una vita passata in sella a Vespa, motociclette e ciclomotori. Chilometri che hanno lasciato il segno, e Patrignani lo scrive chiaramente (tratto da “Pane e chilometri”): “(...) ho voluto subito fornire una prova della sincerità e della verità con cui il mio diario è stato redatto. Anzi, nel rivisitarlo ultimamente prima del fatidico ‘si stampi’, ho voluto lisciare con una passatina di tela smeriglio anche altri passaggi che sapevo un po’ rugginosi”.

Un lavoro di “lisciatura” che si percepisce chiaramente confrontando le due edizioni del racconto del viaggio in Giappone. “In Vespa da Milano a Tokyo” risulta a tratti spigoloso per la sincera schiettezza di alcuni brani. Spigoli lisciati nell’edizione più recente, in cui è evidente il differente approccio al racconto. “Pane e chilometri” scorre più veloce dei chilometri percorsi da Patrignani nei suoi viaggi in ciclomotore (un coast-to-coast di 4.600 km attraverso gli Stati Uniti in sella a un Garelli “Noi Matic” 50cc e un tormentato raid africano - dal Sud Africa all’Etiopia - con un Guzzi “Dingo” 50cc).


Le pagine di “Pane e chilometri” in alcuni brani sono velate da un soffio di leggera tristezza per il tempo che passa e per la salute che non è più quella di un tempo. Ma non c’è rassegnazione nelle sue parole, tanto che nel luglio del 2004 Patrignani torna di nuovo in sella alla Vespa che già lo portò a Tokyo, sulla strada della rievocazione della leggendaria Milano/Taranto, e chiude il libro con il proposito di ripercorrere la medesima strada in un prossimo futuro... a piedi!

Scrive Patrignani: “Qui spengo (momentaneamente) il motore per rispetto e riconoscenza a non so bene chi. Confido nei prodigi della Scienza e nella buona Stella per trovarmi in forma al momento di intraprendere nuovamente un bel viaggio”.

Roberto Patrignani si è arreso alla malattia nel gennaio del 2008.
Voglio credere che si sia realizzata una sua aspirazione: lo scrittore, commentando la foto di copertina di “in Vespa da Milano a Tokyo” scrive: “Se questo autoscatto lasciasse trasparire anche l’anima, bé, è nello stato in cui mi trovavo quel giorno che vorrei presentarmi a San Pietro”.
Roberto Patrignani
Edisport - Milano

Roberto Patrignani
PANE E CHILOMETRI
Filosofia del viaggio tribolato
Edito da Pitierre - Lecco


Sul prestigioso sito Web "Anima Guzzista" è riportata una bella intervista a Roberto Patrignani, che risale al 2002.
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