John Steinbeck

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Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

Viaggio irpino in Vespa

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Ed. V.C. Leoni Rossi

Apprestandosi alla lettura di questo pamphlet già dal sottotitolo di copertina (60 ore, 118 comuni, 936 km, 3 giorni di viaggio...) viene spontaneo chiedersi: che razza di viaggio potrà mai essere questo? La narrativa di viaggio ci ha abituato a leggere tomi di centinaia di pagine dove sono narrate le gesta di impavidi bikers che affrontano viaggi di mesi se non di anni, spesso dall'altra parte del pianeta, accumulando chilometri a decine di migliaia per volta. Cosa avrà mai da raccontarci Flaviano Oliviero di questa sua tre giorni in Vespa? La curiosità per queste ottanta pagine c'è, ma c'è anche il timore di sentirsi presi in giro. In Italia, è cosa nota, c'è più gente che scrive libri di quanti si dedichino alla lettura, e lasciandosi indurre in tentazione da una bella copertina di autore ignoto si rischia di veder poi deluse le proprie aspettative. Non è il caso di Flaviano: il suo scrivere rispecchia in pieno il suo modo di girare in Vespa. Le sue sono pagine spontanee e genuine, come spontaneo e genuino è stato per lui sposare da subito la causa del "Pino irpino" ed inseguire, in sella alla sua Vespa, una meravigliosa idea di condivisione per stringere in un abbraccio tutti i comuni dell'Irpinia, capoluogo compreso. Ecco quindi che già dalle prime pagine si "entra" in casa di Flaviano, o meglio, nel suo garage, dove ci presenta Samantha, Sammy per gli amici, la sua Vespa PX Arcobaleno "...che da tre decenni porta in giro me e la mia vita", a testimoniare una volta di più, se il fatto di battezzarle con un nome proprio non bastasse, lo straordinario rapporto che lega un vespista al suo scooter. Sammy è sempre pronta ad accompagnarlo. In realtà, come spesso accade a tutti quelli che prendono la strada per un viaggio, breve o lungo che sia, pronti per davvero non lo si è mai. Per chi gira in Vespa poi questa di fatto è la regola: una marcia che fatica a entrare, le luci che fanno i capricci e tutta una serie di piccole magagne che spesso e volentieri si finisce per ignorare affrontando la strada ugualmente, contando sulla buona sorte e sugli incontri che si faranno lungo il cammino, e mai come in questa esperienza sono stati proprio gli incontri on the road a fare il viaggio. Centinaia le persone che hanno atteso il passaggio della carovana del Pino Irpino facendo di questa tre giorni un happening che si è snocciolato nelle centodiciotto tappe prefissate, centodiciotto appuntamenti con i rappresentanti delle comunità che vivono in quell'area geografica tanto bella quanto sfortunata nel recente passato che è l'Irpinia.
"Da brividi, non avrei mai pensato di vivere una cosa così emozionante, di sentirmi così contento di aver fatto tutto ciò per contribuire a questa straordinaria iniziativa che, se ancora ce ne fosse bisogno, mi ha fatto capire quanto può essere grande e generoso il cuore della gente (...) tutto questo per dire, se ancora ce ne fosse bisogno o se ancora non si fosse capito: IRPINIA TI VOGLIO BENE!".

"Viaggio irpino in Vespa": un piccolo libro per raccontare una grande esperienza.

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