Giuseppe Busti
I DIARI DELLA LAMBRETTA
Fabrizio Fabbri Editore
Se essere vespisti è una passione, essere lambrettisti è un atto di fede. Questo è quello che ho pensato mentre leggevo le pagine di Giuseppe Busti, che ha voluto fissare sulla carta il suo modo di vivere la Lambretta e tutto ciò che ne consegue.
"Questi pochi e brevi racconti non hanno alcuna pretesa letteraria ma sono appunti di un 'viaggio' particolare. Fatto in Lambretta naturalmente.".
Un collage di storie minime decisamente ben riuscito, che si muove attraverso quella che è una passione che gli è stata tramandata e che a sua volta tramanda ai suoi eredi, in una continuità coniugata nel segno di un mezzo di trasporto tanto anacronistico quanto dispettoso. Un mezzo che sembra quasi sceglierti, legandoti a una maledizione di cui però gli altri ti invidiano, anche se molto probabilmente non lo ammetteranno mai. Perché se i vespisti, veri o presunti, non mancano mai, i lambrettisti veri, onesti e schietti, te li devi andare a cercare:
"...che sorpassavi una Vespa Primavera che aveva sbagliato una marcia (ma poi subito dopo ti sverniciava perché andava come una scheggia)...
...che bucavi la ruota davanti (beati i vespisti che c'hanno la ruota a sbalzo e la cambiano in un attimo mentre tu stramaledici le due rondelle famose che non ne vogliono sapere di venire via dai loro alloggiamenti).".
Pagine che parlano del lambrettista nel quotidiano, del lambrettista in viaggio e del collezionismo. Non c'è rottame di marca Innocenti che non si possa rimettere in strada:
"Questa la voglio fare perfetta! (...) il tutto va riportato alla sua originalità! E così sarà fatto! La B, dopo tante fatiche, fa bella mostra di sé nel mio seminterrato con la sua splendida livrea color rosso metallizzato, con tutti i bulloni cromati al posto giusto. É proprio bella, sono soddisfatto...".
Ma con l'onestà intellettuale di ammettere, a restauro completato, l'errore:
"La guardo e la riguardo: è fredda! É finta! Come una vecchia signora rifatta da tanti interventi di chirurgia estetica. Non dice niente. Non racconta niente, le uniche tracce delle storie, di un vissuto suo e del suo vecchio proprietario cancellate da un sedicente cultore dell'originalità...".
I racconti sono inframmezzati dalle foto dell'autore, che lega il suo racconto, per meglio inquadrarlo, a quelle che erano le condizioni socio economiche degli anni che videro la Lambretta protagonista sulle strade, riportando anche riproduzioni di pubblicità dell'epoca.
Giuseppe Busti
I DIARI DELLA LAMBRETTA
Fabrizio Fabbri Editore
Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!
Spezie e kamasutra
SPEZIE E KAMASUTRA
Giorgio Bettinelli
Feltrinelli ePub
da: www.lafeltrinelli.it
Tanzania: tra l'oceano e le grandi città Giorgio Bettinelli, sempre a cavallo della sua fedele Vespa, scopre strade e sapori di un'Africa poco conosciuta. Assieme alla passione, esplorata con la minuta e bella Saraswati. Riuscirà a fermarsi e prendere fiato? o il richiamo della strada avrà ancora una volta la meglio?
“Eravamo incapaci di parlare e di staccare lo sguardo dalle nuvole che sfilavano alla nostra destra e improvvisamente s’incendiavano di oro e porpora, si sfilacciavano in una lanugine nera e arancione, si dilatavano in una colata di magma nella quale tremolavano i profili degli alberi e delle case. Durò tutto pochissimo, come sempre succede con i tramonti africani, e fu di una bellezza così intensa che per un attimo ebbi l’assoluta certezza che Saraswati fosse felice, così come lo ero io; la sentii tremare impercettibilmente sulla sella dietro di me, stringere tra le mani i lembi svolazzanti della mia camicia e sussurrare: ‘Wooww!!’”
INCIPIT
Quando si guarda Malhawi da Nkhata Bay, a volte è davvero difficile scacciare l'impressione di essere sulla costa del mare, e che quello che hai davanti agli occhi sia lo scenario di un'isola dei Caraibi...
Da questo link è possibile leggere un estratto con le prime pagine del libro (leggi qua).
Questo eBook non è un nuovo testo inedito del compianto Bettinelli, si tratta di un estratto dal libro Rhapsody in black, per la precisione il capitolo 5.
Giorgio Bettinelli
Feltrinelli ePub
da: www.lafeltrinelli.it
Tanzania: tra l'oceano e le grandi città Giorgio Bettinelli, sempre a cavallo della sua fedele Vespa, scopre strade e sapori di un'Africa poco conosciuta. Assieme alla passione, esplorata con la minuta e bella Saraswati. Riuscirà a fermarsi e prendere fiato? o il richiamo della strada avrà ancora una volta la meglio?
“Eravamo incapaci di parlare e di staccare lo sguardo dalle nuvole che sfilavano alla nostra destra e improvvisamente s’incendiavano di oro e porpora, si sfilacciavano in una lanugine nera e arancione, si dilatavano in una colata di magma nella quale tremolavano i profili degli alberi e delle case. Durò tutto pochissimo, come sempre succede con i tramonti africani, e fu di una bellezza così intensa che per un attimo ebbi l’assoluta certezza che Saraswati fosse felice, così come lo ero io; la sentii tremare impercettibilmente sulla sella dietro di me, stringere tra le mani i lembi svolazzanti della mia camicia e sussurrare: ‘Wooww!!’”
INCIPIT
Quando si guarda Malhawi da Nkhata Bay, a volte è davvero difficile scacciare l'impressione di essere sulla costa del mare, e che quello che hai davanti agli occhi sia lo scenario di un'isola dei Caraibi...
Da questo link è possibile leggere un estratto con le prime pagine del libro (leggi qua).
Questo eBook non è un nuovo testo inedito del compianto Bettinelli, si tratta di un estratto dal libro Rhapsody in black, per la precisione il capitolo 5.
Il viaggio in Lambretta di Ettore Ingravallo
Il viaggio in Lambretta di Ettore Ingravallo
Maestro elementare visionario e comunista dissidente.
Pio Antonio Caso
BookSprint Edizioni
Un titolo impegnativo che sicuramente incuriosisce il potenziale lettore di questo racconto, il quale farà bene a togliersi lo sfizio di leggere queste pagine, senza negarsi il piacere di lasciarsi portare dalla Lambretta del maestro elementare Ettore Ingravallo - visionario e comunista dissidente - nel suo girovagare di cattedra in cattedra tra Crispiano e Fragagnano, Montemesola, Carosino e Monteiasi, muovendosi lungo la costellazione dei paesi dell'entroterra della Puglia tarantina.
Una novella che si legge tutta di un fiato, sorprendendosi spesso con un sorriso a mezza bocca per la complicità istintiva che l'autore sa trasmettere per il suo protagonista e per il microcosmo di personaggi di contorno, ciascuno presentato per nome e soprannome, da Umberto "knockout" a Mimmo "mezzoquinto" a Pasqualino "gesùgesù" e tanti altri, che animano questa vicenda dei colori di una provincia che non è da tutti saper raccontare così bene.
"Ettorì, da quanto tempo non chiavi? Ingravallo parve riflettere per un momento: Saranno sei mesi. Un anno. Sono spese che non mi posso permettere. Ho ancora le rate della Lambretta da pagare".
Ed è bello che tra questi personaggi Pio Antonio Caso abbia scelto di metterci anche una Lambretta,
"Inforcata la Lambretta, con un rapido e ormai consueto gesto, Igravallo distese la copia dell'Unità sul torace: il vento non avrebbe intaccato né i polmoni, né le ultime notizie di quel giorno".
La Lambretta diventa il mezzo, per dirla con parole dell'autore, "per attraversare il mondo facendo parte del paesaggio". Ma prima di arrivare a questa illuminante conclusione il "viaggio" conduce il lettore, pagina dopo pagina, nelle allucinazioni del visionario maestro Ingravallo che, dopo un incidente stradale, si ritrova ad affrontare una disquisizione filosofica sull'ego con una capretta che lo soccorre leccandogli il volto, oppure a discettare di poesia con Ungaretti, Gadda e Pasolini, mentre in loro compagnia si gusta frutta di mare ad un banchetto apparecchiato sotto il Porticato delle Pescherie, che esiste solo nella sua immaginazione.
Il viaggio in Lambretta di Ettore Ingravallo
Maestro elementare visionario e comunista dissidente.
Pio Antonio Caso
BookSprint Edizioni
Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!
Maestro elementare visionario e comunista dissidente.
Pio Antonio Caso
BookSprint Edizioni
Un titolo impegnativo che sicuramente incuriosisce il potenziale lettore di questo racconto, il quale farà bene a togliersi lo sfizio di leggere queste pagine, senza negarsi il piacere di lasciarsi portare dalla Lambretta del maestro elementare Ettore Ingravallo - visionario e comunista dissidente - nel suo girovagare di cattedra in cattedra tra Crispiano e Fragagnano, Montemesola, Carosino e Monteiasi, muovendosi lungo la costellazione dei paesi dell'entroterra della Puglia tarantina.
Una novella che si legge tutta di un fiato, sorprendendosi spesso con un sorriso a mezza bocca per la complicità istintiva che l'autore sa trasmettere per il suo protagonista e per il microcosmo di personaggi di contorno, ciascuno presentato per nome e soprannome, da Umberto "knockout" a Mimmo "mezzoquinto" a Pasqualino "gesùgesù" e tanti altri, che animano questa vicenda dei colori di una provincia che non è da tutti saper raccontare così bene.
"Ettorì, da quanto tempo non chiavi? Ingravallo parve riflettere per un momento: Saranno sei mesi. Un anno. Sono spese che non mi posso permettere. Ho ancora le rate della Lambretta da pagare".
Ed è bello che tra questi personaggi Pio Antonio Caso abbia scelto di metterci anche una Lambretta,
"Inforcata la Lambretta, con un rapido e ormai consueto gesto, Igravallo distese la copia dell'Unità sul torace: il vento non avrebbe intaccato né i polmoni, né le ultime notizie di quel giorno".
La Lambretta diventa il mezzo, per dirla con parole dell'autore, "per attraversare il mondo facendo parte del paesaggio". Ma prima di arrivare a questa illuminante conclusione il "viaggio" conduce il lettore, pagina dopo pagina, nelle allucinazioni del visionario maestro Ingravallo che, dopo un incidente stradale, si ritrova ad affrontare una disquisizione filosofica sull'ego con una capretta che lo soccorre leccandogli il volto, oppure a discettare di poesia con Ungaretti, Gadda e Pasolini, mentre in loro compagnia si gusta frutta di mare ad un banchetto apparecchiato sotto il Porticato delle Pescherie, che esiste solo nella sua immaginazione.
Il viaggio in Lambretta di Ettore Ingravallo
Maestro elementare visionario e comunista dissidente.
Pio Antonio Caso
BookSprint Edizioni
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La Vespa come oggetto semiotico
La Vespa come oggetto semiotico
Andrea D'Alessandro
Prospettiva Editrice
Questo weblog si è sempre tenuto alla larga da tutti quei tomi accademico-modaioli che, fregiandosi del logo Vespa, cavalcano l'onda di una popolarità che non ha alcuna intenzione di tramontare per dare alle stampe l'ennesimo "trattato di vespologia", che spesso altro non è che un copia&incolla di cose già scritte e riscritte.
Non è il caso di questo volumetto - sono poi 70 paginette che si leggono in un pomeriggio - con il quale l'autore, Andrea D'Alessandro, fa un'analisi attenta ed accurata dalla quale traspare più che la dottrina dell'accademico la passione del vespista. Una vola spiegati i principi della semiotica nelle prime pagine del volume, la lettura prosegue esplorando vari aspetti del fenomeno Vespa, giungendo a conclusioni condivisibili e per nulla scontate:
"L'asserzione che gli oggetti d'uso, oltre che avere usi pratici, comunicano, è sicuramente vera: una Vespa ci dirà qualcosa del suo utilizzatore dal punto di vista sociale, forse economico ed estetico".
Il volume analizza il fenomeno Vespa attraverso la lente di diverse sfaccettature, attraversando le varie epoche che ne hanno accompagnato l'evoluzione:
"... dagli ardimentosi che in sella al loro scooter preferito si superano in ardue imprese: giro del mondo, giro d'Europa, prove di velocità e resistenza...".
Senza dimenticare la forza di Vespa come icona cinematografica:
"Quell'Oscar vinto nel 1953 dalla Hepburn per 'Vacanze romane' sarebbe dovuto andare alla Vespa, perché mentre Gregory Peck corteggiava la Hepburn, il mondo intero si innamorò di 'lei'. Così scrive Forbes, autorevole rivista finanziaria ed in questo caso lucida osservatrice di costume".
Andrea D'Alessandro
Prospettiva Editrice
Questo weblog si è sempre tenuto alla larga da tutti quei tomi accademico-modaioli che, fregiandosi del logo Vespa, cavalcano l'onda di una popolarità che non ha alcuna intenzione di tramontare per dare alle stampe l'ennesimo "trattato di vespologia", che spesso altro non è che un copia&incolla di cose già scritte e riscritte.
Non è il caso di questo volumetto - sono poi 70 paginette che si leggono in un pomeriggio - con il quale l'autore, Andrea D'Alessandro, fa un'analisi attenta ed accurata dalla quale traspare più che la dottrina dell'accademico la passione del vespista. Una vola spiegati i principi della semiotica nelle prime pagine del volume, la lettura prosegue esplorando vari aspetti del fenomeno Vespa, giungendo a conclusioni condivisibili e per nulla scontate:
"L'asserzione che gli oggetti d'uso, oltre che avere usi pratici, comunicano, è sicuramente vera: una Vespa ci dirà qualcosa del suo utilizzatore dal punto di vista sociale, forse economico ed estetico".
Il volume analizza il fenomeno Vespa attraverso la lente di diverse sfaccettature, attraversando le varie epoche che ne hanno accompagnato l'evoluzione:
"... dagli ardimentosi che in sella al loro scooter preferito si superano in ardue imprese: giro del mondo, giro d'Europa, prove di velocità e resistenza...".
Senza dimenticare la forza di Vespa come icona cinematografica:
"Quell'Oscar vinto nel 1953 dalla Hepburn per 'Vacanze romane' sarebbe dovuto andare alla Vespa, perché mentre Gregory Peck corteggiava la Hepburn, il mondo intero si innamorò di 'lei'. Così scrive Forbes, autorevole rivista finanziaria ed in questo caso lucida osservatrice di costume".
La Vespa come oggetto semiotico
Andrea D'Alessandro
Prospettiva Editrice
Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!
Andrea D'Alessandro
Prospettiva Editrice
Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!
In giro per l'Italia in Vespa
.
AA.VV.
IN GIRO PER L'ITALIA IN VESPA
Giulio Perrone Editore
Di solito uso chiudere la presentazione delle pubblicazioni di letteratura vespistica di questo Weblog con l'incipit.
In questo caso invece voglio cominciare proprio da lì...
"Questa Vespa è il mio orgoglio. Soprattutto ora che sono riuscito a rimetterla in sesto. Mi si stringeva il cuore a vederla in garage, buttata come un vecchio soldato caduto in battaglia, senza più armi e vigore."
La Vespa si materializza fin dalla prima riga del volume e si presenta nel suo ruolo di filo conduttore di questa raccolta di racconti ideata e realizzata da Giulio Perrone Editore, che ha coinvolto in questo progetto diversi autori vicini alla casa editrice, scegliendoli in modo tale che ogni voce rappresentasse una diversa città, lungo un itinerario ipotetico ma che fosse il più possibile realistico.
Per tutti gli autori che si sono cimentati in questa raccolta lo spunto di partenza è stato il medesimo: il protagonista, Alex, un fantomatico ragazzo inglese di origini italiane, che parte in sella ad una Vespa rossa per scoprire l'Italia viaggiando attraverso il paese. Ogni autore ha sviluppato il proprio racconto in autonomia, descrivendo una tappa di questo viaggio scegliendo come ambientazione la città o la zona d'Italia che meglio conosceva.
Ne sono usciti 33 racconti originali, ciascuno con un proprio stile narrativo, che hanno reso necessario un accurato lavoro di editing - ad esempio declinandoli tutti alla prima persona - in modo da rendere l'opera nel suo complesso una sorta di unicum che raccontasse, tappa dopo tappa, questo viaggio immaginario attraverso il "Bel Paese". Un difficile lavoro fatto nel rispetto di quanto scritto dagli autori, con qualche inevitabile incongruenza sul filo narrativo che però nulla tolglie al piacere della lettura.
Apprezzabile in diversi racconti l'uso del dialetto nei dialoghi, a scandire con efficacia gli spostamenti di Alex da una regione ad un'altra:
"Ho ormai imparato che conoscere l'italiano, in Italia, non vuol dire affatto comprendere le mille sfaccettature linguistiche dello stivale. Dialetti, accenti, forme idiomatiche e sostituzioni costanti di concetti verbali con la rinomata gestualità italica rendono difficile la comprensione anche dei concetti più semplici.". (Estratto dal racconto "Ore e controre" di Michela Di Trani).
Leggere questa antologia è un po' come visitare una città facendosi accompagnare non da una guida ma da un amico del luogo, che oltre a mostrarci le bellezze istituzionali ci regala soprattutto frammenti di vita conosciuti solo chi abita quei luoghi.
Dalla sinossi: "Un’avventura all’italiana accompagnata dal suo accento alla Stanlio e Ollio che rende Alex irresistibile. Jeans da battaglia e uno zaino stracolmo sempre in spalla, così Alex ci porta tra i Castelli Romani, nella storia imperiale di una Milano “concentrica”, a Verona dove un panino gli va di traverso, e poi Modena che diventa cornice di una nuova dolce vita, a Firenze che sgombra la mente da qualsiasi pensiero, e poi Pescara che pare abbracciarlo, Andria con le sue dolci e succose burrate e Napoli, lontana da qualsiasi immagine stereotipata. Noi siamo in grado di seguirlo, tra le tortuose strade solcate dalla sua due ruote da film, grazie a un diario di bordo, un resoconto di questa immersione nelle bellezze italiane e di tutti gli incontri fatti, spesso per caso. Sempre i più belli. Un racconto che non sembra fatto di parole, ma pare la cornice perfetta di questo “viaggio d’amore” per l’Italia tutta."
Vespisticamente parlando non posso non sottolineare come la Vespa rossa raccontata in questo libro, protagonista insieme alle città d'Italia e ad Alex dei vari racconti, abbia un po' sofferto il fatto che l'autore non fosse univoco e soprattutto non fosse vespista, concedendo al racconto qualche "licenza vespistica" che, per i lettori più attenti e pignoli, sarà divertente andare a cercare tra le pagine.
A questa antologia hanno contribuito con un loro racconto i seguenti autori:
AA.VV.
IN GIRO PER L'ITALIA IN VESPA
Giulio Perrone Editore
AA.VV.
IN GIRO PER L'ITALIA IN VESPA
Giulio Perrone Editore
Di solito uso chiudere la presentazione delle pubblicazioni di letteratura vespistica di questo Weblog con l'incipit.
In questo caso invece voglio cominciare proprio da lì...
"Questa Vespa è il mio orgoglio. Soprattutto ora che sono riuscito a rimetterla in sesto. Mi si stringeva il cuore a vederla in garage, buttata come un vecchio soldato caduto in battaglia, senza più armi e vigore."
La Vespa si materializza fin dalla prima riga del volume e si presenta nel suo ruolo di filo conduttore di questa raccolta di racconti ideata e realizzata da Giulio Perrone Editore, che ha coinvolto in questo progetto diversi autori vicini alla casa editrice, scegliendoli in modo tale che ogni voce rappresentasse una diversa città, lungo un itinerario ipotetico ma che fosse il più possibile realistico.
Per tutti gli autori che si sono cimentati in questa raccolta lo spunto di partenza è stato il medesimo: il protagonista, Alex, un fantomatico ragazzo inglese di origini italiane, che parte in sella ad una Vespa rossa per scoprire l'Italia viaggiando attraverso il paese. Ogni autore ha sviluppato il proprio racconto in autonomia, descrivendo una tappa di questo viaggio scegliendo come ambientazione la città o la zona d'Italia che meglio conosceva.
Ne sono usciti 33 racconti originali, ciascuno con un proprio stile narrativo, che hanno reso necessario un accurato lavoro di editing - ad esempio declinandoli tutti alla prima persona - in modo da rendere l'opera nel suo complesso una sorta di unicum che raccontasse, tappa dopo tappa, questo viaggio immaginario attraverso il "Bel Paese". Un difficile lavoro fatto nel rispetto di quanto scritto dagli autori, con qualche inevitabile incongruenza sul filo narrativo che però nulla tolglie al piacere della lettura.
Apprezzabile in diversi racconti l'uso del dialetto nei dialoghi, a scandire con efficacia gli spostamenti di Alex da una regione ad un'altra:
"Ho ormai imparato che conoscere l'italiano, in Italia, non vuol dire affatto comprendere le mille sfaccettature linguistiche dello stivale. Dialetti, accenti, forme idiomatiche e sostituzioni costanti di concetti verbali con la rinomata gestualità italica rendono difficile la comprensione anche dei concetti più semplici.". (Estratto dal racconto "Ore e controre" di Michela Di Trani).
Leggere questa antologia è un po' come visitare una città facendosi accompagnare non da una guida ma da un amico del luogo, che oltre a mostrarci le bellezze istituzionali ci regala soprattutto frammenti di vita conosciuti solo chi abita quei luoghi.
Dalla sinossi: "Un’avventura all’italiana accompagnata dal suo accento alla Stanlio e Ollio che rende Alex irresistibile. Jeans da battaglia e uno zaino stracolmo sempre in spalla, così Alex ci porta tra i Castelli Romani, nella storia imperiale di una Milano “concentrica”, a Verona dove un panino gli va di traverso, e poi Modena che diventa cornice di una nuova dolce vita, a Firenze che sgombra la mente da qualsiasi pensiero, e poi Pescara che pare abbracciarlo, Andria con le sue dolci e succose burrate e Napoli, lontana da qualsiasi immagine stereotipata. Noi siamo in grado di seguirlo, tra le tortuose strade solcate dalla sua due ruote da film, grazie a un diario di bordo, un resoconto di questa immersione nelle bellezze italiane e di tutti gli incontri fatti, spesso per caso. Sempre i più belli. Un racconto che non sembra fatto di parole, ma pare la cornice perfetta di questo “viaggio d’amore” per l’Italia tutta."
Vespisticamente parlando non posso non sottolineare come la Vespa rossa raccontata in questo libro, protagonista insieme alle città d'Italia e ad Alex dei vari racconti, abbia un po' sofferto il fatto che l'autore non fosse univoco e soprattutto non fosse vespista, concedendo al racconto qualche "licenza vespistica" che, per i lettori più attenti e pignoli, sarà divertente andare a cercare tra le pagine.
A questa antologia hanno contribuito con un loro racconto i seguenti autori:
Fabio De Masi, Emiliano Stefanelli, Lorenzo Galantino, Carlo Brugnone,
Alexandra Tempesta, Gabriele Mariani, Silvia Antenucci, Marco Medugno, Giovanni
Mistrulli, Valentina Olivato, Maggie Van Der Toorn, Massimo Acciai, Laura
Ciurnelli, Valerio Franchina, Francesca Dalla Bona,Angelo Lalli, Giorgia Sbuelz,
Luca Attanasio, Elisa Simonelli, Enrico Pittari, Antonella Gentili, Claudio
Impenna, Stefania Mereu, Eziana Babbore, Enza Alfano, Rosalia Catapano, Mario
Massimo, Micaela Di Trani, Domenico Talia, Rubens Lanzillotti, Sergio Pintaudi,
Maria Rita Pennisi, Orazio Caruso, Mavie Parisi.
Nel blog personale di una di loro, Maggie Van Der Toorn, ho trovato questo simpatico video che vuole essere una sorta di book-trailer del suo racconto "Un'altra Rimini".
IN GIRO PER L'ITALIA IN VESPA
Giulio Perrone Editore
Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo
Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di
“Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!
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